Archivio Maggio 2009
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Il folle,la folla e i clandestini...
di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (15/05/2009 - 15:30)

Una "ronda volante" nigeriana cattura e consegna alla Polfer un giovane gigantesco psicolabile massacratore di una coppia di anziani palermitani.Lo squilibrato,alto circa due metri,aveva aggredito alle spalle con un martello Antonio Raccuglia,68 anni,e sua moglie Marianna Ruvolo di 67.L'uomo è poi deceduto per le gravissime ferite riportate alla testa.Il fatto è accaduto dinnanzi a una folla inerte,passiva o indifferente.Moralmente reattivi e umanamente partecipi invece i due giovani africani,clandestini in Italia da novembre.Alcune fonti cosiddette d' informazione (sic!) non ne hanno nemmeno citato l'intervento,pur "riportando" tra le news il grave fatto di cronaca! Parte dell'evento è stato ripreso da telecamere "di strada",non so SE e in quale e quanta misura censurato, e fatto vedere nei telegiornali.Particolarmente significativo il comportamento della "folla isolana".Tanto estranea alla tragica vicenda,ha un improvviso sussulto di atavica ferinità nei confronti del folle: vorrebbe graziosamente linciarlo.Il lavoro d'inseguimento,atterramento e cattura dell'energumeno pazzo lo lasciano fare "agli africani"... che rischiano anche di prendersi una martellata in testa dall'omicida.Ma una volta che quello è bloccato,si risveglia il civilissimo istinto del LINCIAGGIO! Potessero farlo,il martellatore senza martello lo ridurrebbero a una poltiglia rossa di sangue.Cose di casa nostra.Ho detto casa. E poi perché meravigliarsi di una "divisione del lavoro" così tradizionale? Gli africani sono fatti per correre,e sono pure uomini da ring.Giusto rimanere spettatori.Come in TV.La realtà in fondo copia la TV.Interrogato dalla polizia sul perché del suo gesto,Fabio Conti Tozzo -39 anni di disagio alle spalle,con altre aggressioni pregresse di minore entità- ha dichiarato:«Volevo istallare il digitale terrestre».Proprio così,in linea con la pubblicità martellante di questi giorni...
(gipo,Milano)

E' troppo presto perché possa inserire nel mio personale Albo d'oro dei comportamenti esemplari gli amici nigeriani Kennedy Anetor,25 anni e John Paul,18 anni? Forse,ma l'evento esemplare e in "controtendenza" nel frettoloso" immaginario collettivo rimane intatto in tutta la sua notevole pregnanza umana,sociale e politica.Non sono certo un fautore delle "porte aperte o spalancate" né degli ingressi facili e delle leggi troppo accomodanti... ma occorre fermamente respingere ogni generalizzazione truculenta,ogni discriminazione incivile e offensiva nei confronti di CHI è spinto dalla necessità e dal bisogno estremo.Sono poi contro l'appiattimento di TUTTE LE COMUNITA' extra-comunitarie (o anche migratorie interne alla stessa Europa) su uno stesso livello di considerazione.In Francia vengono pubblicati e resi noti interessanti studi* in proposito.Esistono,per così dire, "reati tipici" di alcune comunità,determinati o favoriti evidentemente da ragioni inerenti alla storia e alla sociologia migratoria di quei gruppi,non certo alla razza... Tutto ciò potrebbe e dovrebbe essere oggetto di attento studio da parte dei politici e amministratori della "cosa pubblica" e fatto proprio con la dovuta delicatezza e attenzione da parte dei media.
*La Francia è la patria di Auguste Comte (1798-1857),fondatore della fisica sociale e della sociologia,padre del positivismo: qualcosa vorrà pur dire.Gli studi francesi forniscono risultati per regioni e gruppi migratori.Come se noi dicessimo: in Lombardia, tot rapine "a carico" della tal comunità,nel Lazio tot stupri "a carico" della tal altra comunità.Emergono anche comunità più numerose e più virtuose.Perché? Più integrate? E perché più integrate? Più integrate tra loro o con noi?Quali fattori favoriscono l'integrazione? In Italia,ogni parvenza di dibattito degenera in rissa,e in rissa politica.E amen.
Mi piace a questo punto segnalare un articolo di Pier Francesco Poli, pubblicato di recente su "Il Buon Caffè".L'articolo è un po' impertinente e RADICAL soltanto nel titolo e nell'Incipit o "attacco iniziale"... Ma poi è molto sostanzioso.E per chi ha problemi -gli esseri umani di mezzo mondo ne hanno!- la sostanza conta.Eccome se conta! L'estensore dell'articolo,pur giovanissimo, sembra nuotare come un pesce tra leggi e regolamenti,Testi Unici e insidiose procedure amministrative.Poiché tutto ciò è ossigeno per i suoi polmoni,crede che TUTTI possano e debbano bearsi nell'intrico della foresta normativa,spesso tanto fitta da togliere luce e orientamento,e stordire come un'Amazzonia per chi non sia nato indio... Più realisticamente,per favorire il percorso del povero ma interessato lettore-cittadino,sono intervenuto con grassetti e corsivi., inesistenti sul battagliero e un po' ruvido "Buon Caffé"... Dal mio punto di vista appaiono boe galleggianti e salvifiche nel guazzabuglio critico e informativo,riferimenti segnaletici dove l'occhio si posa,gira rigira e guizza tra i gorghi pericolosi e padani del verbo Maroni* In un caso ho usato il rosso colore dell'evidenza e forse dell'istintiva protesta. (N.d.R.)
*In ora Maroni (i palindromi di gipo,Milano)

Sono giunto ad una conclusione: Berlusconi ha ragione… Bisogna riscrivere la Costituzione e, questa volta, farlo bene, per lo meno in modo veridico. Prendiamo ad esempio l’articolo
uno che pomposamente cita: “
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Concetti altissimi, ma alla luce della nostra situazione al limite del fantascientifico; la reale dicitura dovrebbe essere: “L’Italia non è più una democrazia, per la verità è quasi un regime, fondato, oltre che su una dabbenaggine creata
ad hoc e su un’infinità di altri fattori di cui al
regolamento esecutivo, sul razzismo”. Già perché il
respingimento dei barconi recentemente avvenuto e criticato, tra gli altri, anche dal
papa, non sorprende chi ha contezza che, all’interno del suolo che diede alla luce Dante Alighieri, si applica anche un testo molto meno nobile, il c.d. T.U. 25 luglio 1998, n. 286, poi aggiornato con L. 189/2002 (c.d. Bossi – Fini) e successive modifiche. In un
articolo di qualche giorno fa il buon Marco sottolineava che nei paesi civili la
convivenza di diverse etnie è un
valore. Non qui (
sillogismo, direbbe Socrate: non siamo un paese civile... Toh! Ci vorrebbe Gorgia per provare a contrastare questo assunto).
Il citato
Testo
Unico è un vero e proprio regolamento creato per seguire lo straniero dal suo ingresso in Italia sino alla sua uscita, passando a curarne ogni aspetto in un crogiuolo di sanzioni penali in cui è non poco difficile non incappare. Gli arguti sorrideranno certamente a pensare all’esistenza di una normativa funzionante e ne hanno i loro buoni motivi in quanto la
legge in questione è una vera e propria
tagliola, implacabile nella sua realizzazione. Ma come, ci si chiederà, in Italia i processi durano una vita, i 36,5 avvocati ogni 10000 abitanti riescono spesso a tirare avanti i tempi processuali sino alla prescrizione, e questo ci viene a dire che questa norma funziona così bene? Esatto, a dimostrazione che, quando vogliono, certi causidici abituati a voltarsi nella direzione in cui il vento solletica loro la nuca, sanno fare il loro mestiere. L’orpello normativo utilizzato è meraviglioso, degno di Hitchcock.
Il
processo penale e quello
civile sono eccessivamente lunghi, e quelli li si lasciano a chi di dovere. Per cacciare gli stranieri si utilizza la
procedura amministrativa, veloce e puntuale. E le
garanzie? Le garanzie spesso non ci sono. Gli stranieri che creano
problemi di legalità (seguendo
il verbo di Maroni) in realtà sono per lo più poveri cristi che vengono in Italia a fare
quei lavori che pochi vogliono fare (ad esempio saldatori, quegli omini che passano una giornata con una maschera stile Darkfenner sul volto e un tubo da cui esce fuoco in mano) con uno stipendio indecente e con la certezza, da parte dei datori di lavoro, che nessuno oserà lamentarsi e questo a causa del suo
stato di bisogno (se uno
perde il lavoro
perde nel giro di qualche mese -è quasi certo che perderà -anche il
permesso di soggiorno), anche perché oltre ad una
legge così stringente e razzista (es: il
patteggiamento non è una condanna per nessuno ed è solo
equiparato ad essa per
certi effetti di legge come l'iscrizione nel casellario giudiziale, tanto per citarne uno,
ma se uno è straniero e patteggia una pena per certe ipotesi di reato deve levare le tende) il problema è che
PER questi soggetti spesso non esiste difesa. Ma come – si chiederà il lettore – in Italia non c’è mica una difesa obbligatoria per chiunque? Per chi non può permettersela non c’è l’
istituto del
gratuito patrocinio? Certo… Il problema – e questo vale per le
fasce deboli in genere, non per i soli stranieri - è che questa è la
norma, poi bisogna vedere la sua
effettiva applicazione.

Il gratuito patrocinio è infatti previsto per i soggetti che hanno un reddito di 9.200 euro, euro più euro meno, tale risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, e, per ogni membro in più presente all'interno del nucleo, si ha un aumento intorno ai mille euro. Il punto è semplice. Se uno ha un reddito anche di poco superiore ( e non è così difficile, basta avere un reddito di 800 € al mese) non può accedervi, il che significa che o si trova un avvocato di fiducia o gliene viene nominato uno di ufficio, ma in entrambi i casi l’onorario deve essere pagato (e, tanto per fare un esempio, una causa completa per un’opposizione ad una pratica di annullamento di rinnovo di un passaporto davanti ad un Tribunale amministrativo costa intorno ai 4000 €). Da ultimo il
decreto "
sicurezza" appena approvato alla Camera e su cui è stata chiesta la fiducia ha introdotto il
reato di clandestinità - oltre ad innalzare il costo di cittadinanza e permesso di soggiorno a
200 euro circa ed istituire le
ronde padane - e ciò rappresenta l'ennesimo eccezionale colpo di genio. Tempo fa il mondo dei giuristi aveva sottolineato l'
inopportunità di un reato di clandestinità per l'ovvio motivo che sarebbe stato difficile capire da quale momento uno straniero clandestino fosse in Italia, visto il principio di
irretroattività della
legge penale per il quale non sarebbe stato possibile condannare per detto reato uno straniero entrato in Italia
prima dell'entrata in vigore della legge. I professionisti del diritto non ci hanno pensato su due volte: è reato anche l'essere clandestino, in pratica ci vorrebbe una sorta di teletrasporto immediato all'atto della promulgazione della legge, ed è altresì prevista una
multa da 5000 a 10000 euro. Si prevedono una
marea di decreti ingiuntivi che verranno notificati a gente che, normalmente, non ha un euro e tutto questo comporterà che ancora più difficilmente riusciranno a pagarsi un areo per tornare nel loro paese, non riusciranno ad adempiere agli ordini di espulsione del questore ( è previsto anche che lo Stato italiano paghi il viaggio ma ovviamente soldi non ce ne sono) e
verranno condannati ad una pena compresa tra uno e quattro anni (questa la pena prevista dall'art. 14 comma 5-
ter del citato decreto per chi non adempie all'ordine di espulsione del questore) . Ma l'importante, Silvio ce l'ha insegnato, è l'apparenza...
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Pier Francesco Poli - Vignette tratte dal sito http://www.vauro.net/

"Per me la Corazzata Potemkin è una boiata pazzesca!" Di Paolo Villaggio è difficile che si possa dimenticare questa battuta "totale,estrema" essa stessa,appunto, una
boiata pazzesca... riferita a uno dei capolavori assoluti del cinema, capo-lavoro (e che lavoro,e
quale lavoro!) di un
regista immortale, tra i più grandi di sempre.Ma la "
boiata pazzesca" calzava a pennello sul personaggio interpretato da Villaggio.
Colpo di coda.-Intervistato ieri sulla
7 da Lilli
Gruber, Paolo Villaggio,sollecitato in proposito "
Com'era Lui quando cantava sulle navi?" è stato circostanziato,preciso e...
olfattivo.Villaggio si arrabattava a presentare un
menestrello ai turisti
in crociera vogliosi di svago.Al
piano di sotto Lui -il Berlusca giovane con tanti capelli e "idee grandiose" che esternava con eccezionali doti di comunicazione- cantava sicuro e gaio
Come prima,più di prima... Il povero Villaggio faceva del suo meglio per
lanciare il giovane
menestrello che gli stava accanto.Ma quel giovane era ben diverso dal sorridente e gaio Berlusca del piano di sotto.Quel giovane puzzava maledettamente,era quasi impossibile stargli vicino.Dopo averlo presentato,il menestrello
maleodorante esordiva con un implacabile
"Quando la morte mi chiamerà...." sulla piccola folla degli aspiranti al divertimento.Il
Testamento di
Fabrizio De André ascendeva sì alle vette indubbie della poesia ma era anche accompagnato da effluvi mal sopportati dalle narici sensibili di Villaggio,che a distanza di decenni riesce a provocare qualche disgusto o disagio persino nella rossa Lilli... Insomma forse da lì,da quell'evento congiunto
SU PIANI OPPOSTI si dipartono due
percorsi umani:
LA RESISTIBILE ASCESA DI SILVIO B. per dirla
brechtianamente (con una citazione allusiva di
Arturo Ui...) e
L'Avventura di un povero cantautore destinato a diventare simbolo di più d'una generazione e ad avere cittadinanza di poeta.Del resto "quel cantautore" scriverà e canterà che "
dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior". Dal piano di sotto,l'azzimato Silvio scalerà tutti i grattacieli,si allargherà in ville e villoni, regalando qua e là diamanti e diamantini e radicando la convinzione che cantare si può con
Apicella,tanto "per fare anche quello" ma che ai
maleodoranti -sinistra poetica o meno- lui preferisce
altri ristori.Né gli si venga a dire che poi arriva il
Convitato di pietra... O che "
è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago..." Chi ha scritto quelle cose? Ma erano scritte o dette? Che garanzia abbiamo che fossero vere? E da quando erano apparsi i
Gracchi non c'era forse una sinistra?
Sinistre macchinazioni dei tempi antichi,antichi e mai finiti.
Interpolazioni di classe che il mio Ghedini saprà confutare.Egli è l'Altissimo,e le sue
gengive terrifiche sanno rendere larghe le crune e piccoli i cammelli.Così,a titolo dimostrativo."
Salomè danza,danza per me!" La ricchezza è un concetto molto relativo.Quanto a me,dire che si concentrano,si sommano i poteri... che sciocchezza! La somma è algebrica,si elidono si combattono,
confliggono,lacerano l'uomo portatore di concetti e princìpi operativi nuovi:smuovere un Paese semicolonizzato da assurde
ideologie,in poco tempo
SENZA ESSERE UN AUTOCRATE è impresa logorante,titanica.I poteri e i desideri... Sono vette e abissi marini profondi come la
Fossa delle Marianne... Danno le vertigini. Un peso,un'angoscia."
Salomè danza! sciogli i veli per me." Al popolo,al popolo le veline
.
(gipo,Milano)
*Clicca su dromedario per leggere una favoletta.
O Po,
O Bobo:
In ora Maroni!
O Bobo,
O Po!
(i palindromi di gipo,Milano)
Voci correlate.
1.- 2.- 3.- 4.- 5.- 6.- 7.- 8.- 9.- 10.- 11.-
r.e.d.s.
/ Di Pietro & dintorni...
E mo', là Salomé|
E n'è Bene:
E mò la Salomè!
(i palindromi di gipo,Milano)
(Clicca su foto per ingrandire)
Valdigne / Le Quattro Stagioni, 1.- Primavera
di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (07/05/2009 - 20:42)
La Quercianella in maggio.

Il lillà comincia a fiorire nel mio giardino,a 1001 m. -altezza palindroma- nella prima settimana di maggio.E' semi-circondato o convive,in modo informale,con fratel cotognastro e, nelle zone scoscese e pietrose più solatie e all'occàso, con vivaci ortiche.Con le ortiche si preparano ottime frittate,e anche frittelle,risotti,zuppe.
Al lillà! (i palindromi di gipo,Milano)
Attorno al grande lillà già volano e voleranno per la loro stagione imenotteri (api, vespe ecc.) e lepidotteri (farfalle).Per la strada interpoderale,in estate,scenderanno gli scoiattoli e puntando sotto il lillà sbucheranno improvvisi sulla scala padronale,la percorreranno con balzi agili e veloci e svolteranno per la strada principale della borgata,poco intimiditi dalla presenza umana,che non è mai folla,e meno che mai folla fastidiosa.Lungo la Dora,sul versante da me scelto,il clima è magnifico in ogni stagione.In Val d'Aosta si produce un ottimo miele,che da decenni nella mia alimentazione ha sostituito lo zucchero.Straordinaria è la carne dei nostri fornitori valdostani,ottimi i dolci.Preferisco quelli al mirtillo.
Voci correlate.
1.- 2.- 3.- 4.- 5.- 6.- 7.- 8.-Palindromi in patois,in Google.

NATURA E PITTURA
Sophie Gengembre Anderson, La stagione dei lillà.
La Primavera nelle arti e nella musica: da Botticelli ad Arcimboldo,agli impressionisti... Da Vivaldi alla Sagra della Primavera di Igor Stravinskij.
MOSTRE D'ARTE IN VAL D'AOSTA. / CONCERTI IN VAL D'AOSTA.
TORRE DEL LEBBROSO.- (Da Wikipedia) Il nome attuale è invece legato alla presenza tra il 1773 e il 1803 di Pietro Bernardo Guasco da Oneglia, un lebbroso che vi fu rinchiuso fino alla morte per evitare il contagio della città. La sua vicenda ispirò il romanzo Le Lépreux de la cité d'Aoste dello scrittore savoiardo Xavier de Maistre. La torre fu poi utilizzata come ricovero per i parenti delle vittime di colera e come osservatorio meteorologico. Alla fine del XIX secolo l'edificio fu restaurato con fondi statali, e oggi appartiene alla Regione Autonoma Valle d'Aosta che ne ha fatto una sede espositiva.

(foto di gipo,Milano)
L'altro ieri giovedì sole splendido in Alta Valle,ieri e oggi tempo variabile con un po' di nuvolaglia.Pioggerella notturna benefica per le piante in fioritura.

(foto di gipo,Milano)
La fioritura del lillà dura 10-15 giorni.Il suo profumo non è aggressivo ma discreto e tuttavia ben riconoscibile e gradito.Quando piove e la giornata sembra un po' uggiosa,la sua fragranza ti cattura e ti rallenta il passo,confermando i doni del paesaggio alpino,sempre presenti in ogni stagione e con ogni tempo.Il mio lillà ha una circonferenza di circa 9 metri.Piantai io stesso un paio di piccoli cespi che mi furono regalati da un amico valdostano della borgata,proprietario della pianta-madre.Oggi la mia pianta è alta più di 2 metri.Il lillà produce alla base polloni radicali,utilissimi alla riproduzione.Ne ho trapiantati due nel giardino grande,hanno attecchito benissimo su un pendio al limite dell'orto-frutteto,ai piedi di un grande frassino svettante, e sono già pronti per la fioritura del prossimo anno.Sullo sfondo,a destra,prossimo alla casa dei miei vicini francesi,professori a Parigi,un residuo impianto di vigneto,un vitigno locale ottimo per queste altitudini.
PATOIS IN VALDIGNE.-
In Val d'Aosta si parla italiano,francese e patois,un dialetto franco-provenzale.Il patois è la lingua dei nativi,dei "valdostani veri".In Valle c'è stata anche una forte immigrazione meridionale,calabresi so prattutto,che lavoravano in industrie poi dismesse.Ma per decenni e decenni sono stati presenti,massicciamente,in tantissime imprese edili,bravi muratori e bravissimi capomastri.Tra loro parlano durante il lavoro in stretto dialetto dei paesi càlabri di provenienza.Una volta feci impallidire e sbalordire un bel gruppetto di operai,decifrando il senso di una loro conversazione.A distanza di anni,so decifrare conversazioni in barese,molfettese e andriese... per non parlare del leccese di città e di provincia (Capo di Leuca):"Micheli,i Micheli! L'ài prisi [var.pigghiàti] li pisci pe' l'isca?" Non conosco le possibilità di espansione del patois nel mondo dei bravi immigrati calabresi.Il francese è parlato dalle classi colte e usato in certi atti ufficiali.A livello burocratico-amministrativo-culturale è necessario il bilinguismo.Mi piace qui ricordare alcuni grandi valdostani: Anselmo d'Aosta,filosofo teologo... santo,Federico Chabod,Natalino Sapegno ed EMILE CHANOUX.
| (FR)
« Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont fait pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir. »
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(IT)
« Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo; in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro. »
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Non vorrei per nulla,in una regione tanto bella e tanto europea,dimenticare e discriminare alcuna comunità,alcuna cultura.Il mio pensiero va alle Comunità Walser della Valle del Lys: Gressoney,Issime,Niel. Ebbi modo di trascorrere in quei luoghi con la mia famiglia ore liete e felici,testimoniate da foto ricche di atmosfera e di intensa bellezza.Quelle popolazioni,che lasciarono gli insediamenti del Vallese per abitare il versante italiano del Monte Rosa,sono minoranze di lingua e cultura tedesca.Quanto è parlato il Titsch,il loro dialetto tedesco? Si espande o è stazionario l'uso del Titsch? O addirittura si contrae,soppiantato dall'italiano? Di sicuro la "lingua dei padri" è "salvata" in un Vocabolario TITSCH-ITALIANO.

Valdigne,maggio 2009.-Tetti di borgata con le tipiche lose valdostane.Le lose sono lastre di pietra locale -vera ardesia,"tipo ardesia" o altro prodotto industriale o artigianale- semplicemente appoggiate sul tetto,leggermente sovrapposte le une alle altre,trattenute o bloccate "miracolosamente" sulla pendenza dal loro stesso peso o da piccoli ferri qua e là disposti ad arte... ma oggetto di costante manutenzione onde evitare pericolosi scivolamenti determinati dalle precipitazioni nevose invernali,dalla presenza di animali ecc.
(foto di gipo,Milano)
Ipotesi/ Berlusconi è allusivo con "la Signora"?
di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (06/05/2009 - 15:03)
Berlusconi più d'una volta si è riferito a sua moglie come a La Signora.Può essere semplicemente una "presa di distanza".A Milano se dicono il "signor Rossi" non è proprio un segno di simpatia.Mai e poi mai se Ibra impazzisse per il Milan e volesse cambiar casacca il Berlusca gli direbbe "il signor Ibra".Né Fini o Bossi,oggi come oggi,sono "il signor Fini e il signor Bossi".E nemmeno Casini.Ma Antonio Di Pietro,con Travaglio e Santoro sono certamente "tre signori" poco raccomandabili,simili ai "paesi canaglia" per George W.Bush,e anzi il signor Di Pietro "è il peggio del peggio".Se vi state chiedendo Grillo cos'è non è nemmeno un signore,è uno stridulo insetto kafkiano tecnologicamente evoluto.Può essere un po' fastidioso nel suo ambiente:da circoscrivere.Di Nanni Moretti non si dica,per favore,che è un signor regista,basta regista.Anzi,molto meglio se fate seguire la "formula dubitativa" di sicura e riconoscibile "fede":è un regista? Stessa formula potete adottare con certi comici,anche di universale notorietà.Ma a te B. fa poi ridere? E quel Luttazzi? Molto meglio Lelio,sia pure vecchio e sbronzo.Ma che fine ha fatto?Chi,Lelio? No,quell'altro.Booohhh?... Per me voleva fare il giornalista truccandosi da comico.O il comico truccato da giornalista?In sostanza non è riuscito né a far piangere né a far ridere,per questo è giustamente scomparso.Desaparecido.E gli va pure bene,perché scompare nella "metafora argentina".Floris è invece il dottor Floris,abile nel frantumare il gioco avversario,una sorta di Gennaro Gattuso della TV che il Cavaliere volentieri vedrebbe in Mediaset.Tutto ciò è nella normalità espressiva del Berlusca e degli amici di Silvio,quelli del giro Per fortuna che Silvio c'è.Ma se invece il linguaggio berlusconiano fosse ancora da decifrare per quanto attiene alla Signora,in qualche modo allusivo di qualcosa? Non dimentichiamo che Berlusconi è milanese.E poi e poi...
In che senso vuol citare Manzoni e la monaca di Monza? O la citazione è inconscia?Il Manzoni non era il teatro dove nacque la passione per Veronica?
(gipo,Milano)

Via della Signora in Monza
da via Moriggia, Porta Lodi,
sbocca in via Azzone Visconti
notare la Madonna col Bambino dipinta all'imbocco della via
CURIOSITA'
Tic cit... tic/cit... tic... cit. (i palindromi di gipo,Milano)
A) A come Analogia. Mi piace qui citare una analogia in palindromi che lega il nome di Dario: Dario Argento,Dario Fo accomunati in qualche modo a Veronica Lario sul piano dell'ira! O ira Dario! o ira Lario! possono avere motivazioni diverse.Quelle di Veronica non soltanto per le note o poco note o ignote ragioni che vogliamo rispettare (con quel tanto di libertà di commento e di satira eventuale sui fatti trapelati mediaticamente) ma anche -leggo in alcune fonti- per essere stata oggetto di un taglio censorio micidiale su RETI MEDIASET per ragioni di "opportunità televisiva" in un film di D. Argento,non certo entusiasta dell'intervento dal punto di vista "artistico" e della suspense... La mano tagliata di Veronica era indispensabile. L'ira antiberlusconiana di Fo,nel suo teatro politico, è facile immaginarla.*
B)Un curioso titolo (tra i tanti) di un film di Lina Wertmuller (1984),interpretato da Veronica Lario: Sotto... sotto... strapazzato da anomala passione.**
* Nell'ottobre del 2003 proprio Veronica Lario auspicò la messa in scena di Anomalo Bicefalo, commedia di Franca Rame incentrata sul marito e pesantemente critica verso di lui (da Wikipedia).
**Il film della Wertmuller appare premonitore non tanto nei contenuti quanto nel titolo.
Virginia Sanjust di Teulada,"nuovo volto" di Rai1.Quarti di nobiltà da parte paterna,ascendenze cinematografiche (Interlenghi) da parte materna.Secondo alcune fonti ("Annozero" di Santoro se non ricordo male) sarebbe stata "messa la mordacchia" alla notizia di un legame tra la leggiadra annunciatrice -sposata e separata,con un figlio- e il capo del governo.Ma qualche link sulla complicata vicenda,non semplice da dipanare... un vero e proprio intrigo consente anche attraverso Google di farsene un'idea.Sembra almeno chiaro che un conto è il versante privato che interessa la coppia Berlusconi-Lario e altro è il versante pubblico,di delicata interpretazione,al limite di conoscenze tecniche non facilmente "riducibili" a consumo di massa televisivo: ovviamente l'approfondimento giornalistico della carta stampata può trovare un corrispettivo in TV.Sta di fatto che alla notizia sepolta ha fatto seguito un chiacchiericcio su un indeterminato e intricato fondale.
Virginia Sanjust - Berlusconi - RAI - Servizi segreti - Italia da terzo mondo
Decreto Sanjust
di P.Gomez e M.LilloL'incontro con la giovane annunciatrice. Il feeling immediato. Poi gioielli, inviti, regali in denaro. E una nomina a Palazzo Chigi. Ancora una volta il premier mescola pubblico e privato
omino N. Anonimo!
di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (05/05/2009 - 18:33)
sum mus
(è suo Mouse?)
O t'ami? NON Anonimato!*
E' lì Vile
omino n. Anonimo?
E' lì Vile,
O t'ami! Non anonimato:
E' suo mouse?
= sum mus =**
(i palindromi di gipo,Milano)

*L'Anonimato trova giustificazione soltanto negli atti creativi,letterari e/o artistici,nelle opere di bontà e misericordia,nel variegato mondo di una community sportiva o d'altro genere,tuttavia regolate in più d'un caso da severe regole censorie,talvolta persino nei contenuti oltre che nella formale netiquette.
**Mus nella lingua latina significa topo.Al contrario di molte donne che si fanno prendere da crisi isteriche al cospetto di innocui e persino graziosi topolini,non ho nei confronti dei topolini pregiudiziali negative... e anzi il primo approccio del topo è un approccio letterario,favolistico.Ma poi la tipologia sui topi si arricchisce o infoltisce e infittisce: luride zoccole e tremende pantegane emergono aggressive come da Incubi Asiatici,"di grandezza inusitata".Sono fameliche,"vedono" il mondo com
e un'enorme cloaca e tutto vogliono ridurre a fogna.Non sono capaci d'altro.E allora l'intervento,nei confronti delle immonde bestiacce,non può che essere distruttivo.Viene in altri termini chiamato derattizzazione.Nel web la derattizzazione si impone quando si vogliono inquinare gli spazi con la propria incapacità creativa,la propria miseria culturale,la povertà lessicale,la sintassi zoppicante,la sgrammaticatura incombente,l'insulto gratuito copiato dalle TV più infami,il conformismo più delirante,l'assenza totale di senso dell'umorismo.FRANCAMENTE;A PARTIRE DA OGGI,DAREMO CORSO ALLA DERATTIZZAZIONE DEI NOSTRI SGRADITI OSPITI,MALCELATI DA UN LUGUBRE ANONIMATO.
mus urbanus et mus rusticus

Voci correlate.
1.- L'Anonimo lombardo (Alberto Arbasino). 2.-Anonimo veneziano (Enrico Maria Salerno). 3.- 4.- 5.-
nota.-NESSUNO può, a nessun titolo e sotto nessuna veste, manifestare ESPRESSIONI OFFENSIVE,nella forma o nei contenuti,nei confronti di alcuno,cittadino italiano o straniero,comunitario o extracomunitario,immigrato regolare o clandestino.NESSUNO può,a nessun titolo e sotto nessuna veste,risultare OFFENSIVO -attraverso uno o più commenti o anche parti di un solo commento- nei confronti dei partecipanti al presente blog, siano essi lettori,commentatori,opinionisti abituali o occasionali.Nessuno può recare offesa ad alcuno,discriminandolo per sesso,provenienza,condizione sociale,religione,età,condizioni di salute,titoli di studio o in qualunche modo o con qualsivoglia stramberia dettata dal suo miserevole stato di frustrazione e di rivalsa espressi in modo pesantemente diretto.In diverso modo saranno invece accolte le espressioni che abbiano un certo distacco letterario,uno sforzo critico o un apporto iconografico, un qualche interesse -sia pure controverso- sociologico,storico o linguistico.
In tutti i casi da me giudicati NEGATIVAMENTE potrò avvalermi della seguente opzione presente nel format di lavorazione interno al blog:
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Come si vede,la dicotomia piacere/dispiacere del webmaster è criterio discriminante di partecipazione al blog.Entrare in casa di qualcuno e arrecare offesa al padrone di casa e/o ai suoi ospiti è motivo più che sufficiente per DEQUALIFICARSI,squalificarsi nel tempo e nello spazio: virtuale e reale.
il webmaster
ESEMPLARE J.ATTALI.
Un blog n'est pas un forum, ni un journal, c'est un lieu où l'auteur fait connaître ses pensées et les confronte à celles de ses lecteurs sur le meme sujet . Si vous voulez par ailleurs m'écrire et ouvrir un débat avec moi, mon adresse email est connue. Si vous êtes sur ce blog, c'est que vous souhaitez engager une conversation avec tous sur le sujet abordé dans le blog que vous commentez. . Aussi, ce blog n'accueille que des commentaires ou des échanges en rapport avec le sujet traité . Bienvenue
Anema e core.Il Re si diverte? Al Berlusca piace "pazziare"... Or è Vero...
di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (03/05/2009 - 13:37)
O ira Lario!...
(i palindromi di gipo,Milano)

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con la moglie Veronica Lario.
( LaPresse)
B / VARIANTE MASCHILISTA?
O RE VERO,
O ira Lario!
O re Vero...
(i palindromi di gipo,Milano)

Or è Vero...
domenica 03 maggio 2009, 13:22
O ira Lario!... (i palindromi di gipo,Milano)
[Pubblicato in
GazzaSpace,"Gazzetta dello Sport":
leggi,cfr.
opinioni]
Voci correlate.
Secondo fonti non controllate,sulla cui attendibilità non giureremmo,la signora Veronica da qualche tempo sognerebbe Papi in tutte le salse: papi contemporanei e dei secoli passati: mistici e guerrieri,santi e "troppo umani",in sedia gestatoria e in preghiera,papi ricorrenti ogni notte al limite dell'incubo.Persino papi sepolti.Vero o falso che sia,ciò a ogni modo ha generato il mio immancabile palindromo:
(i palindromi di gipo,Milano)
1.-Tra moglie e marito, ci vuole un bel rito...
2.-Tra moglie e marito,io cito io cito!
4.-Berlusconi ha detto di se stesso,in più d'una circostanza:"C'è in me,infine, una componente anarchica".Io ricordo le cose che dice (anche come presidente del Milan... anche come
giporossonero) altri le dimenticano subito o non vi attribuiscono importanza.Berlusconi è fedele a se stesso.
Amen.
Aggiornamenti.
Veronica vuole divorziare da Silvio e lo ha annunciato attraverso i giornali. Ieri La Repubblica e La Stampa riferivano con molti particolari sulle intenzioni della signora, che ha persino intimato al marito di non farsi vedere a Macherio, di non tentare riconciliazioni o discorsi, perché il dado è tratto e il matrimonio deve considerarsi finito.
(Continua)
IRAN / I colori della crudeltà.Il caso Delara Darabi
di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (02/05/2009 - 04:03)
A De.Da.
(I palindromi di gipo,Milano)

Delara Darabi,la ragazza-pittrice impiccata in Iran in questi giorni a 23 anni per complicità in omicidio e rapina nei confronti di una sua parente.I fatti commessi avvennero quando la ragazza,minorenne,aveva soltanto 17 anni.
FATTI E MISFATTI.-Nel Paese del popolare,e per certi versi applaudito, leader iraniano Ahmaninejad, 150 "bambini" iraniani nel braccio della morte... Nell'appena trascorso 2008 -con un'opinione pubblica al limite dell'indifferenza- 8 ESECUZIONI CAPITALI di minorenni.Quest'anno già impiccato un ragazzo 17 enne.
(fonte "Corriere della Sera")
I DIRITTI VIOLATI.- L’avvocato Abdolsamad Khorramshahi ha cercato di difendere Delara Darabi puntando sull’autopsia, che dimostra che a pugnalare Mahin -la vittima,una donna di 58 anni- fu un destrorso, mentre Delara è mancina.
L'IRAN HA VIOLATO LA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA!? IPOTESI DI NORMATIVA FERMA IN PARLAMENTO. «L'ONU INTERVENGA» - «L'esecuzione di Delara è stata possibile perché l'Iran continua a pensare di poter agire da sola e che le reazioni internazionali siano solo parole e non abbiano conseguenze - dice Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights -. Delara è il simbolo di tutti i minorenni in carcere ed è ora che Teheran paghi le conseguenze per una violazione della convenzione sui diritti dell'infanzia che pure ha sottoscritto. L'Onu deve fare in modo che quei principi trovino attuazione e non siano semplicemente un pezzo di carta». L'Iran ha ratificato la Convenzione Onu per i diritti dell'infanzia, che per l'appunto vieta la pena di morte per i minorenni. Ma di fatto ancora non ne segue le indicazioni: un'ipotesi di normativa per dare applicazione concreta alla Convenzione è stata redatta dalle autorità giudiziarie iraniane e trasformata in un progetto di legge che stabilisce pene più leggere per i minori. Ma il provvedimento è ancora fermo in parlamento.
Ma i giudici non hanno accettato le prove. «Il sistema giudiziario iraniano non è basato sulle prove. I giudici possono condannare qualcuno sulla sola base della propria cosiddetta intuizione», dice al Corriere Mahmood Amiry- Moghaddam, un medico iraniano che vive a Oslo, portavoce della rete di attivisti Iran Human Rights. Ma in ogni caso, le associazioni per i diritti umani sottolineano che la condanna a morte di una minorenne in sé viola le leggi internazionali. Ci sono 150 bambini iraniani nel braccio della morte. L’anno scorso è stato l’unico Paese a mandare a morte dei minorenni: almeno 8; quest’anno un ragazzo 17enne. La pena capitale può essere revocata se i parenti della vittima accettano del denaro in cambio della vita del condannato: nel caso di Delara si tratta della sua famiglia allargata, ma hanno rifiutato. «Ma i veri responsabili sono le autorità dice Amiry-Moghaddam. L’Iran è il secondo Paese dopo la Cina per numero di esecuzioni: il regime le usa per diffondere la paura. Penso sia importante che l’Italia, che ha legami economici con Teheran, li usi per impedirlo». Per un periodo, a Delara sono stati sequestrati pennelli e colori. Lei ha continuato a disegnare usando le dita delle mani e il carboncino. «Spero che i colori— ha scritto—mi restituiscano alla vita».
-I Quadri dipinti da Delara in carcere (vedi).
-NIENTE PERDONO,DELARA GIUSTIZIATA, "Corriere della Sera".

Voci correlate.
1.-La ragazza-pittrice al patibolo in Iran,"Corriere della Sera". 2.-Iran human rights,in Google. 2.2.-Id. IMMAGINI in Google. 3.-Iran Human Rights. 4.-I diritti delle donne,nuovo capitolo del negoziato con gli ayatollah,di Isabella Bossi Fedrigotti.
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