Genocidio in Ruanda 1994
Cfr. ONU/ TRIBUNALE INTERNAZIONALE "THEONESTE BAGOSORA CONDENADO A CADENA PERPETUA" (Video)
Per queste citazioni,probabilmente,il NUMERO FATIDICO,LIMITE diventerebbe più alto:molto del vostro tempo dovreste dedicare allo scopo prima di ottenere una "citazione completa".Qui non si parla di consapevolezza storica,conoscenza delle cause,dei dettagli dell'evento ecc,no,semplicemente d Dunque quante interviste occorre fare prima che qualcuno si decida a pescare nella sua memoria due parole afro: TUTSI,le vittime, e HUTU,i carnefici? Se poi un Tizio ci venisse a spiegare che non tutti gli HUTU furono carnefici ma soltanto gli HUTU ESTREMISTI saremmo pronti ad accoglierlo in un club ristretto,quasi fosse un esperto: perbacco,le cose non erano così semplici, anche gli HUTU MODERATI furono massacrati come i TUTSI.Insomma di un GENOCIDIO accaduto appena 14 anni fa si può dimenticare tutto o quasi.Si dirà che stiamo parlando di un paese africano,per giunta lontano,di cui moltissimi non ne conoscerebbero la localizzazione su un atlante,su una mappa.Ma non ci dicono in continuazione che si vive in un mondo globale?Quale è il punto? Che non si tratta delle Maldive o di qualche isola caraibica? Che il luogo non è trend, "non fa tendenza"? Spostiamoci allora,con la stessa metodologia,in Europa.Rivolgiamo a qualcuno la stessa domanda ma sul teatro europeo.C'è un gruppo di tifosi in uno stadio,settore DISTINTI.Gente un po' perbene,distinta appunto,giovane o di mezza età.E' l'intervallo di una partita in cui ha giocato il formidabile giocatore interista Ibrahimovic,detto Ibra,un bosniaco-svedese* quanto mai rappresentativo dell'Europa attuale.Si potrebbe rivolgere a un gruppetto vociante la domanda che urge: QUALCUNO DI VOI RICORDA UN EVENTO COLLETTIVO TRAGICO CHE HA SEGNATO L'EUROPA DEGLI ULTIMI VENT'ANNI? Questa mia domanda la potete rivolgere voi in qualunque piccola riunione oppure in famiglia o conversando con gli amici o con qualche conoscente.State a sentire bene le risposte.Qui NON ci sono attenuanti.TUTTI,uomini e donne tra i 35 e oltre DOVREBBERO dirvi qualcosa.Perché mai? Perché noi italiani viviamo non soltanto in Europa ma nel Mediterraneo,e non solo nel Mediterraneo ma in una penisola bagnata dal mare Adriatico,che già fu detto con una certa ampollosità Mare Nostrum... E' mai possibile allora che tra le ampolle del Mare Nostrum pochi ricordino gli eventi del luglio 1995? Da quella data sono trascorsi appena 13 anni, e 16 dal '92... C'è qualcuno che vi dice i nomi di Milosevic,Karadzic,Mladic? Eppure nostri ministri trescavano con Milosevic... Eppure stiamo parlando di luoghi separati da noi da un braccio di mare,eppure non pochi italiani provengono da quei luoghi o hanno avuto commerci e traffici e dimestichezza con quei luoghi.Eppure il disfacimento della Jugoslavia,dopo la morte del maresciallo Tito (1892-1980),è avvenuto "sotto gli occhi di tutti" e ai nostri confini orientali, di mare e di terra.Nulla da eccepire se qualcuno dovesse fare qualche nome croato: gli eccidi NON hanno confini,non hanno una patria se non nell'inferno.
Provate a chiedere a chi ha oggi tra i 35 e i 55 anni -ma anche di più- vale a dire ai nati attorno al '70 se ricordi qualcosa di particolarmente tragico nel mondo, o cosa riesca a ricordare di particolarmente tragico a livello collettivo: ascoltate pazientemente il suo silenzio per qualche minuto,e poi annotate su un foglietto le sue risposte più o meno confuse,le sue incertezze ed esitazioni.Potete,ed è meglio,"intervistarlo" con un cellulare,potete farne un video.Non tutto è male a questo mondo,sembrerebbe,la tecnologia progredisce in modo incredibile fornendo strumenti magnifici per documentare l'insipienza umana.Potrete infatti porvi un piccolo traguardo statistico: QUANTE persone,quanti esseri umani dovete o dovrete intervistare PRIMA che qualcuno citi l'Africa e il Ruanda ? Ne ricorderà l'anno?Ricorderà cos'è avvenuto? Pronuncerà la parola maledetta GENOCIDIO,citerà il nome delle vittime,l'etnia di appartenenza? E quello dei carnefici? Del capo-carnefice?
i memoria della cronaca,di una piccola traccia dell'accaduto. Chiesi anni addietro a un liceale o ginnasiale milanese,garbato,vivace e intelligente,cosa gli "diceva" la parola fascista,quale richiamo avesse,quali contenuti.Mi rispose prontamente sorridendo con no
n so quanta autoironia che quella parola gli faceva venire in mente un giocatore di fascia... Mi fece in un lampo constatare la definitiva scomparsa della vecchia ala tornante,del tornante Domenghini o Evani,Fanna o Di Livio,per non parlare di Bicicli o addirittura Armano su su sino ai primordi del faticatore di fascia. Ciò per non cadere in una depressione storico-generazionale.Ma abbattermi non mi abbatto per più di mezza giornata,poi ricomincio a cucire,a tessere,a rammendare,a mettere toppe,insomma a fare quel poco che posso fare.
(gipo,Milano)
[Continua,testo incompleto]
*Non mi stancherò mai di citare,a proposito di guerra, l'amaro e desolato e profondo film del grande regista svedese Ingmar Bergman (luglio 1918-luglio 2007) La vergogna (Skammen,1968).Tanto più mi piacque sin dall'anno di uscita quanto più venne contestato da alcuni per una sorta di "qualunquismo".Erano anni di grandi schieramenti "di parte",partigiani.Bergman accusava la guerra in sé,scavava in certa natura dell'uomo? Ecco,proprio in ciò sta la profondità del film,svincolato dalle barricate sessantottine.



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