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Categoria Clandestini,immigrati & dintorni
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Il folle,la folla e i clandestini...

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (15/05/2009 - 15:30)






Una "ronda volante" nigeriana cattura e consegna alla Polfer un giovane gigantesco psicolabile massacratore di una coppia di anziani palermitani.Lo squilibrato,alto circa due metri,aveva aggredito alle spalle con un martello Antonio Raccuglia,68 anni,e sua moglie Marianna Ruvolo di 67.L'uomo è poi deceduto per le gravissime ferite riportate alla testa.Il fatto è accaduto dinnanzi a una folla inerte,passiva o indifferente.Moralmente reattivi e umanamente partecipi invece i due giovani africani,clandestini in Italia da novembre.Alcune fonti  cosiddette  d' informazione (sic!) non ne hanno nemmeno citato l'intervento,pur "riportando" tra le news il grave fatto di cronaca! Parte dell'evento è stato ripreso da telecamere "di strada",non so SE e in quale e quanta misura censurato, e fatto vedere nei telegiornali.Particolarmente significativo il comportamento della "folla isolana".Tanto estranea alla tragica vicenda,ha un improvviso sussulto di atavica ferinità nei confronti del folle: vorrebbe graziosamente linciarlo.Il lavoro d'inseguimento,atterramento e cattura dell'energumeno pazzo lo lasciano fare "agli africani"... che rischiano anche di prendersi una martellata in testa dall'omicida.Ma una volta che quello è bloccato,si risveglia il civilissimo istinto del LINCIAGGIO! Potessero farlo,il martellatore senza martello lo ridurrebbero a una poltiglia rossa di sangue.Cose di casa nostra.Ho detto casa. E poi perché meravigliarsi di una "divisione del lavoro" così tradizionale? Gli africani sono fatti per correre,e sono pure uomini da ring.Giusto rimanere spettatori.Come in TV.La realtà in fondo copia la TV.Interrogato dalla polizia sul perché del suo gesto,Fabio Conti Tozzo -39 anni di disagio alle spalle,con altre aggressioni pregresse di minore entità-  ha dichiarato:«Volevo istallare il digitale terrestre».Proprio così,in linea con la pubblicità martellante di questi giorni...

 

                                                                          (gipo,Milano)

 

E' troppo presto perché possa inserire nel mio personale Albo d'oro dei comportamenti esemplari gli amici nigeriani  Kennedy Anetor,25 anni e John Paul,18 anni? Forse,ma l'evento esemplare e in "controtendenza" nel frettoloso"  immaginario collettivo rimane intatto in tutta la sua notevole pregnanza umana,sociale e politica.Non sono certo un fautore delle "porte aperte o spalancate" né degli ingressi facili e delle leggi  troppo accomodanti...  ma occorre fermamente respingere ogni generalizzazione truculenta,ogni discriminazione incivile e offensiva nei confronti di CHI  è spinto dalla necessità e dal bisogno estremo.Sono poi contro l'appiattimento di TUTTE LE COMUNITA' extra-comunitarie (o anche migratorie interne alla stessa Europa) su uno stesso livello di considerazione.In Francia vengono pubblicati e resi noti interessanti studi* in proposito.Esistono,per così dire, "reati tipici" di alcune comunità,determinati  o favoriti evidentemente da ragioni inerenti alla storia e alla sociologia migratoria di quei gruppi,non certo alla razza... Tutto ciò potrebbe e dovrebbe essere oggetto di attento studio da parte dei politici e amministratori della "cosa pubblica" e fatto proprio con la dovuta delicatezza e attenzione da parte dei media.

 

*La Francia è la patria di Auguste Comte (1798-1857),fondatore della fisica sociale e della sociologia,padre del positivismo: qualcosa vorrà pur dire.Gli studi francesi forniscono risultati per regioni e gruppi migratori.Come se noi dicessimo: in Lombardia, tot rapine "a carico" della tal comunità,nel Lazio tot stupri "a carico" della tal altra comunità.Emergono anche comunità più numerose e più virtuose.Perché? Più integrate? E perché più integrate? Più integrate tra loro o con noi?Quali fattori favoriscono l'integrazione? In Italia,ogni parvenza di dibattito degenera in rissa,e in rissa politica.E amen.

 

Mi piace a questo punto segnalare un articolo di Pier Francesco Poli, pubblicato di recente su "Il Buon Caffè".L'articolo è un po' impertinente e RADICAL soltanto nel titolo e nell'Incipit o "attacco iniziale"... Ma poi è molto sostanzioso.E per chi ha problemi  -gli esseri umani di mezzo mondo ne hanno!- la sostanza conta.Eccome se conta! L'estensore dell'articolo,pur giovanissimo, sembra nuotare come un pesce tra leggi e regolamenti,Testi Unici e insidiose procedure amministrative.Poiché tutto ciò è ossigeno per i suoi polmoni,crede che TUTTI possano e debbano bearsi nell'intrico della foresta normativa,spesso tanto fitta da togliere luce e orientamento,e stordire come un'Amazzonia per chi non sia nato indio... Più realisticamente,per favorire il percorso del povero ma interessato lettore-cittadino,sono intervenuto con grassetti e corsivi., inesistenti sul battagliero e un po' ruvido "Buon Caffé"... Dal mio punto di vista appaiono boe galleggianti e salvifiche nel guazzabuglio critico e informativo,riferimenti segnaletici dove l'occhio si posa,gira rigira e guizza tra i gorghi pericolosi e padani del verbo Maroni* In un caso ho usato il rosso colore dell'evidenza e forse dell'istintiva protesta.  (N.d.R.)

*In ora Maroni     (i palindromi di gipo,Milano)

Le nuove leggi razziali

 
Sono giunto ad una conclusione: Berlusconi ha ragione… Bisogna riscrivere la Costituzione e, questa volta, farlo bene, per lo meno in modo veridico. Prendiamo ad esempio l’articolo uno che pomposamente cita: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Concetti altissimi, ma alla luce della nostra situazione al limite del fantascientifico; la reale dicitura dovrebbe essere: “L’Italia non è più una democrazia, per la verità è quasi un regime, fondato, oltre che su una dabbenaggine creata ad hoc e su un’infinità di altri fattori di cui al regolamento esecutivo, sul razzismo”. Già perché il respingimento dei barconi recentemente avvenuto e criticato, tra gli altri, anche dal papa, non sorprende chi ha contezza che, all’interno del suolo che diede alla luce Dante Alighieri, si applica anche un testo molto meno nobile, il c.d. T.U. 25 luglio 1998, n. 286, poi aggiornato con L. 189/2002 (c.d. Bossi – Fini) e successive modifiche. In un articolo di qualche giorno fa il buon Marco sottolineava che nei paesi civili la convivenza di diverse etnie è un valore. Non qui (sillogismo, direbbe Socrate: non siamo un paese civile... Toh! Ci vorrebbe Gorgia per provare a contrastare questo assunto).
Il citato Testo Unico è un vero e proprio regolamento creato per seguire lo straniero dal suo ingresso in Italia sino alla sua uscita, passando a curarne ogni aspetto in un crogiuolo di sanzioni penali in cui è non poco difficile non incappare. Gli arguti sorrideranno certamente a pensare all’esistenza di una normativa funzionante e ne hanno i loro buoni motivi in quanto la legge in questione è una vera e propria tagliola, implacabile nella sua realizzazione. Ma come, ci si chiederà, in Italia i processi durano una vita, i 36,5 avvocati ogni 10000 abitanti riescono spesso a tirare avanti i tempi processuali sino alla prescrizione, e questo ci viene a dire che questa norma funziona così bene? Esatto, a dimostrazione che, quando vogliono, certi causidici abituati a voltarsi nella direzione in cui il vento solletica loro la nuca, sanno fare il loro mestiere. L’orpello normativo utilizzato è meraviglioso, degno di Hitchcock.
Il processo penale e quello civile sono eccessivamente lunghi, e quelli li si lasciano a chi di dovere. Per cacciare gli stranieri si utilizza la procedura amministrativa, veloce e puntuale. E le garanzie? Le garanzie spesso non ci sono. Gli stranieri che creano problemi di legalità (seguendo il verbo di Maroni) in realtà sono per lo più poveri cristi che vengono in Italia a fare quei lavori che pochi vogliono fare (ad esempio saldatori, quegli omini che passano una giornata con una maschera stile Darkfenner sul volto e un tubo da cui esce fuoco in mano) con uno stipendio indecente e con la certezza, da parte dei datori di lavoro, che nessuno oserà lamentarsi e questo a causa del suo stato di bisogno (se uno perde il lavoro perde nel giro di qualche mese  -è quasi certo che perderà -anche il permesso di soggiorno), anche perché oltre ad una legge così stringente e razzista (es: il patteggiamento non è una condanna per nessuno ed è solo equiparato ad essa per certi effetti di legge come l'iscrizione nel casellario giudiziale, tanto per citarne uno, ma se uno è straniero e patteggia una pena per certe ipotesi di reato deve levare le tende) il problema è che PER questi soggetti spesso non esiste difesa. Ma come – si chiederà il lettore – in Italia non c’è mica una difesa obbligatoria per chiunque? Per chi non può permettersela non c’è l’istituto del gratuito patrocinio? Certo… Il problema – e questo vale per le fasce deboli in genere, non per i soli stranieri - è che questa è la norma, poi bisogna vedere la sua effettiva applicazione.
Il gratuito patrocinio è infatti previsto per i soggetti che hanno un reddito di 9.200 euro, euro più euro meno, tale risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, e, per ogni membro in più presente all'interno del nucleo, si ha un aumento intorno ai mille euro. Il punto è semplice. Se uno ha un reddito anche di poco superiore ( e non è così difficile, basta avere un reddito di 800 € al mese) non può accedervi, il che significa che o si trova un avvocato di fiducia o gliene viene nominato uno di ufficio, ma in entrambi i casi l’onorario deve essere pagato (e, tanto per fare un esempio, una causa completa per un’opposizione ad una pratica di annullamento di rinnovo di un passaporto davanti ad un Tribunale amministrativo costa intorno ai 4000 €). Da ultimo il decreto "sicurezza" appena approvato alla Camera e su cui è stata chiesta la fiducia ha introdotto il reato di clandestinità - oltre ad innalzare il costo di cittadinanza e permesso di soggiorno a 200 euro circa ed istituire le ronde padane - e ciò rappresenta l'ennesimo eccezionale colpo di genio. Tempo fa il mondo dei giuristi aveva sottolineato l'inopportunità di un reato di clandestinità per l'ovvio motivo che sarebbe stato difficile capire da quale momento uno straniero clandestino fosse in Italia, visto il principio di irretroattività della legge penale per il quale non sarebbe stato possibile condannare per detto reato uno straniero entrato in Italia prima dell'entrata in vigore della legge. I professionisti del diritto non ci hanno pensato su due volte: è reato anche l'essere clandestino, in pratica ci vorrebbe una sorta di teletrasporto immediato all'atto della promulgazione della legge, ed è altresì prevista una multa da 5000 a 10000 euro. Si prevedono una marea di decreti ingiuntivi che verranno notificati a gente che, normalmente, non ha un euro e tutto questo comporterà che ancora più difficilmente riusciranno a pagarsi un areo per tornare nel loro paese, non riusciranno ad adempiere agli ordini di espulsione del questore ( è previsto anche che lo Stato italiano paghi il viaggio ma ovviamente soldi non ce ne sono) e verranno condannati ad una pena compresa tra uno e quattro anni (questa la pena prevista dall'art. 14 comma 5-ter del citato decreto per chi non adempie all'ordine di espulsione del questore) . Ma l'importante, Silvio ce l'ha insegnato, è l'apparenza...
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Pier Francesco Poli - Vignette tratte dal sito http://www.vauro.net/
"Per me la Corazzata Potemkin è una boiata pazzesca!" Di Paolo Villaggio è difficile che si possa dimenticare questa battuta "totale,estrema" essa stessa,appunto, una boiata pazzesca... riferita a uno dei capolavori assoluti del cinema, capo-lavoro (e che lavoro,e quale lavoro!) di un regista immortale, tra i più grandi di sempre.Ma la "boiata pazzesca" calzava a pennello sul personaggio interpretato da Villaggio.
 
Colpo di coda.-Intervistato ieri sulla 7 da Lilli Gruber, Paolo Villaggio,sollecitato in proposito "Com'era Lui quando cantava sulle navi?"  è stato circostanziato,preciso e... olfattivo.Villaggio si arrabattava a presentare un menestrello ai turisti in crociera vogliosi di svago.Al piano di sotto Lui  -il Berlusca giovane con tanti capelli e "idee grandiose" che esternava con eccezionali doti di comunicazione- cantava sicuro e gaio Come prima,più di prima... Il povero Villaggio faceva del suo meglio per lanciare il giovane menestrello che gli stava accanto.Ma quel giovane era ben diverso dal sorridente e gaio Berlusca del piano di sotto.Quel giovane puzzava maledettamente,era quasi impossibile stargli vicino.Dopo averlo presentato,il menestrello maleodorante esordiva con un implacabile "Quando la morte mi chiamerà...." sulla piccola folla degli aspiranti al divertimento.Il Testamento di Fabrizio De André ascendeva sì alle vette indubbie  della poesia ma era anche accompagnato da effluvi mal sopportati dalle narici sensibili di Villaggio,che a distanza di decenni riesce a provocare qualche disgusto o disagio persino nella rossa Lilli... Insomma forse da lì,da quell'evento congiunto SU PIANI OPPOSTI si dipartono due percorsi umani: LA RESISTIBILE ASCESA DI SILVIO B. per dirla brechtianamente (con una citazione allusiva di Arturo Ui...) e L'Avventura di un povero cantautore destinato a diventare simbolo di più d'una generazione e ad avere cittadinanza di poeta.Del resto "quel cantautore" scriverà e canterà che "dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior". Dal piano di sotto,l'azzimato Silvio scalerà tutti i grattacieli,si allargherà in ville e villoni, regalando qua e là diamanti e diamantini e radicando la convinzione che cantare si può con Apicella,tanto "per fare anche quello" ma che ai maleodoranti -sinistra poetica o meno- lui preferisce altri ristori.Né gli si venga a dire che poi arriva il Convitato di pietra... O che "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago..." Chi ha scritto quelle cose? Ma erano scritte o dette? Che garanzia abbiamo che fossero vere? E da quando erano apparsi i Gracchi non c'era forse una sinistra? Sinistre macchinazioni dei tempi antichi,antichi e mai finiti.Interpolazioni di classe che il mio Ghedini saprà confutare.Egli è l'Altissimo,e le sue gengive terrifiche sanno rendere larghe le crune e piccoli i cammelli.Così,a titolo dimostrativo."Salomè danza,danza per me!" La ricchezza è un concetto molto relativo.Quanto a me,dire che si concentrano,si sommano i poteri... che sciocchezza! La somma è algebrica,si elidono si combattono,confliggono,lacerano l'uomo portatore di concetti e princìpi operativi nuovi:smuovere un Paese semicolonizzato da assurde ideologie,in poco tempo SENZA ESSERE UN AUTOCRATE è impresa logorante,titanica.I poteri e i desideri... Sono vette e abissi marini profondi come la Fossa delle Marianne... Danno le vertigini. Un peso,un'angoscia."Salomè danza! sciogli i veli per me." Al popolo,al popolo le veline.
 
                                                                           (gipo,Milano)
 
 
 
 
 
Cammello o dromedario?
 
 
*Clicca su dromedario per leggere una favoletta.
 
 
 
 
 
 
O Po,
O Bobo:
In ora Maroni!
O Bobo,
O Po!
           (i palindromi di gipo,Milano)
 
 
 
 
Voci correlate.
 
 
1.-   2.-   3.-   4.-   5.-   6.-   7.-   8.-   9.-   10.-    11.-r.e.d.s. / Di Pietro & dintorni... 
 
 
 
 E mo', là Salomé|
E n'è Bene:
E mò la Salomè!      
 
 
 
                    (i palindromi di gipo,Milano)
 
 
 
 
 
 Da Salomè, film di Carmelo Bene (1972).
 
 
(Clicca su foto per ingrandire)

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