Sono giunto ad una conclusione: Berlusconi ha ragione… Bisogna riscrivere la Costituzione e, questa volta, farlo bene, per lo meno in modo veridico. Prendiamo ad esempio l’articolo uno che pomposamente cita: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Concetti altissimi, ma alla luce della nostra situazione al limite del fantascientifico; la reale dicitura dovrebbe essere: “L’Italia non è più una democrazia, per la verità è quasi un regime, fondato, oltre che su una dabbenaggine creata ad hoc e su un’infinità di altri fattori di cui al regolamento esecutivo, sul razzismo”. Già perché il respingimento dei barconi recentemente avvenuto e criticato, tra gli altri, anche dal papa, non sorprende chi ha contezza che, all’interno del suolo che diede alla luce Dante Alighieri, si applica anche un testo molto meno nobile, il c.d. T.U. 25 luglio 1998, n. 286, poi aggiornato con L. 189/2002 (c.d. Bossi – Fini) e successive modifiche. In un articolo di qualche giorno fa il buon Marco sottolineava che nei paesi civili la convivenza di diverse etnie è un valore. Non qui (sillogismo, direbbe Socrate: non siamo un paese civile... Toh! Ci vorrebbe Gorgia per provare a contrastare questo assunto).Il citato Testo Unico è un vero e proprio regolamento creato per seguire lo straniero dal suo ingresso in Italia sino alla sua uscita, passando a curarne ogni aspetto in un crogiuolo di sanzioni penali in cui è non poco difficile non incappare. Gli arguti sorrideranno certamente a pensare all’esistenza di una normativa funzionante e ne hanno i loro buoni motivi in quanto la legge in questione è una vera e propria tagliola, implacabile nella sua realizzazione. Ma come, ci si chiederà, in Italia i processi durano una vita, i 36,5 avvocati ogni 10000 abitanti riescono spesso a tirare avanti i tempi processuali sino alla prescrizione, e questo ci viene a dire che questa norma funziona così bene? Esatto, a dimostrazione che, quando vogliono, certi causidici abituati a voltarsi nella direzione in cui il vento solletica loro la nuca, sanno fare il loro mestiere. L’orpello normativo utilizzato è meraviglioso, degno di Hitchcock.
Il processo penale e quello civile sono eccessivamente lunghi, e quelli li si lasciano a chi di dovere. Per cacciare gli stranieri si utilizza la procedura amministrativa, veloce e puntuale. E le garanzie? Le garanzie spesso non ci sono. Gli stranieri che creano problemi di legalità (seguendo il verbo di Maroni) in realtà sono per lo più poveri cristi che vengono in Italia a fare quei lavori che pochi vogliono fare (ad esempio saldatori, quegli omini che passano una giornata con una maschera stile Darkfenner sul volto e un tubo da cui esce fuoco in mano) con uno stipendio indecente e con la certezza, da parte dei datori di lavoro, che nessuno oserà lamentarsi e questo a causa del suo stato di bisogno (se uno perde il lavoro perde nel giro di qualche mese -è quasi certo che perderà -anche il permesso di soggiorno), anche perché oltre ad una legge così stringente e razzista (es: il patteggiamento non è una condanna per nessuno ed è solo equiparato ad essa per certi effetti di legge come l'iscrizione nel casellario giudiziale, tanto per citarne uno, ma se uno è straniero e patteggia una pena per certe ipotesi di reato deve levare le tende) il problema è che PER questi soggetti spesso non esiste difesa. Ma come – si chiederà il lettore – in Italia non c’è mica una difesa obbligatoria per chiunque? Per chi non può permettersela non c’è l’istituto del gratuito patrocinio? Certo… Il problema – e questo vale per le fasce deboli in genere, non per i soli stranieri - è che questa è la norma, poi bisogna vedere la sua effettiva applicazione.
Il gratuito patrocinio è infatti previsto per i soggetti che hanno un reddito di 9.200 euro, euro più euro meno, tale risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi, e, per ogni membro in più presente all'interno del nucleo, si ha un aumento intorno ai mille euro. Il punto è semplice. Se uno ha un reddito anche di poco superiore ( e non è così difficile, basta avere un reddito di 800 € al mese) non può accedervi, il che significa che o si trova un avvocato di fiducia o gliene viene nominato uno di ufficio, ma in entrambi i casi l’onorario deve essere pagato (e, tanto per fare un esempio, una causa completa per un’opposizione ad una pratica di annullamento di rinnovo di un passaporto davanti ad un Tribunale amministrativo costa intorno ai 4000 €). Da ultimo il decreto "sicurezza" appena approvato alla Camera e su cui è stata chiesta la fiducia ha introdotto il reato di clandestinità - oltre ad innalzare il costo di cittadinanza e permesso di soggiorno a 200 euro circa ed istituire le ronde padane - e ciò rappresenta l'ennesimo eccezionale colpo di genio. Tempo fa il mondo dei giuristi aveva sottolineato l'inopportunità di un reato di clandestinità per l'ovvio motivo che sarebbe stato difficile capire da quale momento uno straniero clandestino fosse in Italia, visto il principio di irretroattività della legge penale per il quale non sarebbe stato possibile condannare per detto reato uno straniero entrato in Italia prima dell'entrata in vigore della legge. I professionisti del diritto non ci hanno pensato su due volte: è reato anche l'essere clandestino, in pratica ci vorrebbe una sorta di teletrasporto immediato all'atto della promulgazione della legge, ed è altresì prevista una multa da 5000 a 10000 euro. Si prevedono una marea di decreti ingiuntivi che verranno notificati a gente che, normalmente, non ha un euro e tutto questo comporterà che ancora più difficilmente riusciranno a pagarsi un areo per tornare nel loro paese, non riusciranno ad adempiere agli ordini di espulsione del questore ( è previsto anche che lo Stato italiano paghi il viaggio ma ovviamente soldi non ce ne sono) e verranno condannati ad una pena compresa tra uno e quattro anni (questa la pena prevista dall'art. 14 comma 5-ter del citato decreto per chi non adempie all'ordine di espulsione del questore) . Ma l'importante, Silvio ce l'ha insegnato, è l'apparenza...[Vota l'articolo]
Pier Francesco Poli - Vignette tratte dal sito http://www.vauro.net/








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