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Eco Voce oreZero "ANNO ONNA!" oreZero... eco Voce

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (06/04/2009 - 15:12)



David Graux,L'eco di un sogno.Poster.

I terremoti infrangono,lacerano molti sogni,spesso trasformandoli in incubi.Sono anche occasione di solidarietà,di trasformazioni.Ma non bisogna esagerare con la retorica delle parole,occorre operare,se si può e si vuole,con la concretezza dei fatti e l'innovazione dei progetti. Altrimenti il vecchio sistema del malaffare ne approfitterà per speculare di nuovo sulle disgrazie altrui,convinto di poter contare sulla stanchezza  e lo sfinimento delle classi subalterne,sull'arrivismo delle nuove leve,sulla spregiudicatezza di corto respiro o il cinico conformismo dei giovani,sull'assenza di cultura storica e scientifica nelle scuole,nel sistema mediatico  e nella cosiddetta opinione pubblica.I terremoti rovinosi distruggono a volte,come le guerre -irrimediabilmente e per sempre- vite umane e opere d'arte,affreschi e quadri, sculture e arredi e "preziosi".In alcuni casi,l'arte del restauro fa "miracoli",ma sono sempre "miracoli costosi che richiedono anni e anni di lavoro".Alcune strade,alcune piazze e contrade,alcuni palazzi e cortili,alcune biblioteche e archivi,emeroteche e collezioni (fors'anche di oreficeria ecclesiastica?) troveranno nella voragine della distruzione la fine della  loro vita terrena,del loro rapporto con gli umani.Altri "umani" sine ulla bona arte, sine humanitate, sine ingenio, sine litteris ecc. ecc.  opereranno con la loro indifferenza e volgarità. La nuova vita si farà largo,imperiosamente.E nuovi sogni si legherano agli antichi.Qualche rétore prima o poi parlerà,con un colpo di tosse,di memoria storica collettiva,di patrimonio comune,condiviso.I terremoti rovinosi non accadono che a distanza di lungo tempo.Lungo è il tempo,e benedetto.

O Iddio!

annoda Madonna,

Eco Voce oreZero "ANNO ONNA!" oreZero... eco Voce  

annoda Madonna,

o Iddio!

                     (i palindromi di gipo,Milano)




DATI SUL TERREMOTO DEL 6 APRILE.- I dati sono in continuo aggiornamento: TRECENTO ormai  i morti? Circa 2000 feriti, 60-70.000 sfollati.Poi,dopo qualche giorno,dei feriti nessuno più parla.Delle sofferenze del ferito non vi è mai traccia,il ferito risulta fastidioso a molti,meno è autonomo e "leggèro" più ha la colpa d'esser grave,un peso insopportabile per tutti,un incapace reo di non esser morto.Insomma molti di quei feriti saranno stati dimessi,qualcuno saggiamente è morto,altri trascineranno la loro pena invalidante giorno dopo giorno.Sugli sfollati c'è stato un girotondo di cifre.A un certo punto mi sono rifiutato di aggiornarle.Ci dev'essere stata una salutare contrazione del biblico esodo.A migliaia devono aver trovato ospitalità da parenti esemplari per affetto e dedizione.Qualche reazione parentale si avrà dopo qualche tempo con improvvisi scoppi d'ira? liti e contrasti? Chissà.Nasceranno amori,i figli del terremoto... Relazioni adulterine,qualche omicidio tanto per gradire,tanto lavoro per gli avvocati,psichiatri speranzosi in un impiego di massa,preti predicatori "à gogo" e non è da escludere la comparsa di strani nomi all'anagrafe: la figlia Magnitudo,il figlio Ràdon,i gemelli Richter ed Epi... Il cagnolino Centro.

                                                  (gipo,Milano)

[video.gazzetta.it*/ Terremoto,il punto da Onna.Valerio Piccioni racconta la prima notte degli sfollati.]

VIDEO SKY TG 24.

SCIAME SISMICO SENZA FINE...

MILANO, 9 aprile 2009 - Ancora una notte di paura e di angoscia per le popolazioni dell'Abruzzo aquilano, già sconvolte dal violento terremoto della notte tra domenica e lunedì. Due forti scosse si sono infatti verificate alle 00,55, di magnitudo 4.3, e alle 2.52, con magnitudo 5.2, con epicentro L'Aquila, Pizzoli e Barete. Poi una terza replica, della stessa intensità circa della prima, alle 5.14.

FERITI GRAVI E DISPERSI

Passano le ore e si continua a cercare sotto le macerie all’Aquila, ma dai detriti ormai si estraggono solo corpi senza vita. L’ultimo bilancio ufficiale parla di 279 vittime, ma circa 150 dei 1.500 feriti sarebbero in gravi condizioni e una trentina di persone sono ancora disperse.

[YouTube /Giuseppe Verdi,Requiem.  Ascolta,vedi Claudio Abbado nel Dies Irae.YouTube]

 

CITAZIONI DANNUNZIANE.-In questi giorni molti (troppi?) in TV o sulla stampa fanno un grande uso di una celebre definizione di Gabriele D'Annunzio.La terra d'Abruzzo è "una terra forte e gentile", gli abruzzesi sono "forti e gentili".Anche personaggi poco propensi alla retorica improvvisamente si aggrappano a questa definizione come a un salvagente.Niente niente c'è "sotto sotto" un discorso di questo tipo?Caro mio,se sei un abruzzese veramente  forte saprai sopportare per un po' d'anni (qualche decennio?) questo e quest'altro disagio seguìti a una  catastrofe naturale "d'immani proporzioni"...  Se sei poi,come tutti ci aspettiamo,inevitabilmente gentile...  saprai accoppiare alla tua tempra una paziente attesa,fatta delle qualità tipiche della "tua gente",che non possono esaurirsi in una generazione ma che TU stesso,caro Abruzzese,provvederai a trasmettere ai tuoi figli e ai tuoi nipoti,tutti immancabilmente Forti,tutti costantemente silenziosi e Gentili.Le vostre opportunità non potranno che scaturire dalla vostre qualità,dalla vostra operosità,dalla vostra personale creatività.

Quanto a D'Annunzio inventò «La Rinascente». Un nome che era un messaggio di ottimismo che venne ben interpretato dai manifesti pubblicitari di Marcello Dudovich. [...]

pubblicato: martedì 18 marzo 2008 - ore: 20:21   
giornale d'istituto - alboscuole   
      
Gioia della Resurrezione

Gioia della Resurrezione

 

Suono di campane

voce che trasvola sul mondo

canto che piove dal cielo

sulla terra

nella città sorda irrequieta

e nel silenzio dei colli.

Suono che viene a te,

a offrirti la gioia

di ogni primavera

a chiamarti alla rinascita,

a dirti che la terra rifiorisce

se il tuo cuore si apre come un bocciolo

che ripete un gesto di amore e di speranza

in questa chiara alba di Resurrezione.

 

Gabriele D’ Annunzio 

 

 

 Un Ex-libris di Giandante X per Walter Toscanini,figlio di Arturo,dal significativo titolo Seguendo il ritmo del sogno.Sul versus la scritta "Fecit Giandante 1930" Milano Italien (Proprietà del webmaster).Giandante X,personaggio difficile,libertario sin quasi all'autodistruzione,scontroso e sostanzialmente anarchico,coerente nella sua "follia" più che stravaganza,ebbe vita travagliatissima ma non breve (1899-1984).Il suo stesso pseudonimo "Giandante", per chi lo conobbe,un viandante in eterno travaglio,faceva riferimento a un nome anagrafico incerto:Dante Persico o Dante Pescò?

Ebbi modo di conoscere Giandante  X nei primi anni Ottanta,qualche anno prima che morisse.Verdi l'ho amato da sempre,da quand'ero ragazzo.Abito nella piazza dove Verdi è sepolto,che  cambierei per poche piazze al mondo,forse nessuna.Verdi interpretato da Toscanini  è il massimo degli ascolti possibili,è il vertice l'apice la cima.

Al Requiem di Verdi e al Dies Irae di Toscanini  -come al Requiem di Mozart-  ho pensato durante l'ascolto della cattiva musica televisiva propinataci ai funerali delle vittime del terremoto.Orribili poi mi sono sembrati i canti in italiano.

[YouTube/Giuseppe Verdi,Requiem.Arturo Toscanini  nel Dies Irae.PARTE PRIMA.YouTube]

[YouTube/Giuseppe Verdi,Requiem.Arturo Toscanini nel Dies Irae.PARTE SECONDA.YouTube]

*Cfr.Quid sum miser Rex Tremendae NBC Symphony Orchestra Robert Shaw Chorale Herva Nelli Soprano Fedora Barbieri Mezzo-soprano Giuseppe di Stefano Tenor Cesare Siepi Bass 21 Jan 1951

L'AQUILA FERITA        USGS Home [EPISODE 92].

L'Aquila.-Fontana delle 99 cannelle.

 Origine del nome (Da Wikipedia)

Quando fu scelto il sito per la fondazione della città, si individuò un luogo chiamato Acquilis o Acculi o anche Acculae, per l’abbondanza delle sorgenti che vi si trovavano. La zona era in una posizione strategica tra i due poli entro i quali doveva nascere il nuovo centro urbano e cioè i due centri di Forcona e Amiternum. Acculi, vicina anche al fiume Aterno, corrisponde all’attuale Borgo Rivera, dove oggi si trova la Fontana delle 99 cannelle; al tempo della fondazione c’era lì una chiesa con un monastero, Santa Maria ad Fontes de Acquilis (o de Aquila). Fu dunque scelto per la nuova città il nome di Aquila, che riprendeva il toponimo già esistente, ma che richiamava anche l'emblema dell'aquila imperiale, secondo il Diploma di fondazione attribuito all'Imperatore Corrado IV. Nello stemma della città appare infatti un'aquila. Lateralmente appare la scritta “Immota manet” e inoltre l’abbreviazione PHS. Cosa vogliono dire? Il motto “Immota manet” significa “Resta ferma”. L’espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda. Il PHS è un vero mistero. Alcuni parlano di un errore di trascrizione del motto Iesus Hominum Salvator o del nome di Cristo (secondo San Bernardino); altri pensano che significhi “Publica Hic Salus”, cioè “qui [c’è] la salute pubblica”.

[Il grassetto è mio.Lascia al lettore ogni tipo di considerazioni. (N.d.R.)]

-Ricordate la storia aquilana delle 99 piazze,99 chiese e 99 fontane? Il 99,numero-simbolo della città abruzzese, è un numero palindromo.

SI E' SALVATA LA STRAORDINARIA BELLEZZA DI SANTO STEFANO DI SESSANIO?

(Foto e immagini)

E si è forse arrivati a uno dei due poli di studio che dovranno essere oggetto di serio approfondimento.A Santo Stefano di Sessanio le nostre TV,se non mi sbaglio,hanno dedicato un solo servizio specifico,peraltro interessantissimo.Al momento del servizio due soli edifici avevano subìto danni rilevanti e crolli,non essendo stati sottoposti a lavori di consolidamento ANTISISMICO innovativi.E' vero questo? o è stata esagerata la portata degli interventi del giovane imprenditore svedese Daniele Elow Kihlgren e di altri giovani amici? E' vero che a Santo Stefano non ci sono stati morti e feriti?

L'altro polo di osservazione che balza agli occhi, in questi primi giorni successivi al disastro,è il caso di MONTICCHIO,paese giudicato "miracolato" in quanto distante soltanto 2 km. da Onna,rasa al suolo,interamente distrutta,emblema stessa del terremoto del 6 Aprile.MONTICCHIO  (da non confondere con l'altra Monticchio,quella lucana dei Laghi di Monticchio,in Basilicata) la Monticchio abruzzese insomma non ha avuto né morti né feriti,il paese -1000 abitanti-  è intatto,totalmente! misteriosamente! incredibilmente! integro nei suoi edifici e nelle sue funzioni. [Vedi  VIDEO]


Memorie sul Tremuoto / Parte Seconda* 

 

 

 

 

« ... e su questo terreno, traballante a ogni passo, dobbiamo fare il meglio che possiamo per vivere degnamente, da uomini, pensando, operando, coltivando gli affetti gentili; e tenerci sempre pronti alle rinunzie senza per esse disanimarci »
 
(Benedetto Croce)

IL PALAZZO DEL GOVERNO DOPO IL TERREMOTO.

Un Palazzo del Governo non dovrebbe mai ridursi in queste condizioni. Ha affermato in TV Franco Bàrberi. "Perché,come l'Ospedale,è uno di quegli edifici strategici...". Anche il buon senso non può dargli torto.Si tratta di "edifici-chiave" che richiederebbero il massimo dell'attenzione nella scelta dei siti,nella tecnologia costruttiva,nell'eccellenza dei materiali impiegati,nella "pulizia" degli appalti,nella severità della normativa...

Ma il ministro dell'Interno Maroni ha subito replicato,con qualche ragione,in TV:"Le Prefetture hanno sede in vecchi edifici storici,molto rappresentativi".Sono leccese e non posso dar torto nemmeno a lui.La Prefettura di Lecce ha sede nello stupendo ex Convento dei Celestini,accanto a Santa Croce.E' uno dei siti più belli di Lecce e nella facciata e nello splendido chiostro interno.E' sede anche dell'Amministrazione Provinciale.Senza mancare di rispetto a sant'Oronzo che fa del suo meglio per proteggere la città dalla peste e dal colera,dalle guerre e dai tremuoti... sta di fatto che Lecce,per fortuna, non appartiene alle zone ad alta sismicità.Mi vengono i brividi a pensare cosa accadrebbe al barocco leccese (Prefettura inclusa) se dovesse condividere i rischi del barocco di Noto...

Ma in provincia di Lecce,a Nardò e a Lequile,nel 1743...

Terremoto di Nardò

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Il terremoto di Nardò fu un terremoto DISTRUTTIVO. Si verificò il 20 febbraio   del  1743 nel Salento.

Alle ore 6.30 si ebbero tre forti scosse con epicentro nel Canale d'Otranto a circa 50 km dalla costa.*

Le maggiori distruzioni furono subite dalle città di Francavilla Fontana e di Nardò, in Puglia, dove raggiunse il IX grado della scala Mercalli, e da Amaxichi, una località dell'isola di Lefkada (Isole ioniche) in Grecia.

A Nardò vi furono 112 vittime[1] e subirono gravi danni la maggior parte delle chiese e dei palazzi. Il numero delle vittime, reputato scarso a paragone della violenza del sisma, fu attribuito all'intercessione di san Gregorio Armeno, la cui festa venne fissata nella ricorrenza del terremoto il 20 febbraio.

Note [modifica]

  1. ^ Il numero delle vittime è attestato dal "Liber mortuorum della cattedrale.

Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - "Purtroppo i terremoti non sono prevedibili". Lo ha detto Franco Bàrberi, presidente vicario della commissione nazionale Grandi Rischi in collegamento a 'Porta a Porta'. "Non ci si puo' piu' sorprendere dei danni dei terremoti, che facciano cosi' tanti crolli. E' ora di prendere atto -dice- che il nostro paese troppo tardi si e' occupato di ridurre il rischio sismico. Bisogna decidersi a destinare le risorse prima piuttosto che dopo".

E noi sì Visione...

Anno Onna*:

O motus su tomo

-ESSI RAPI'... I PARISSE!-**

O tomus su moto!

Anno Onna!

E noi sì...  visione?

                (i palindromi di gipo,Milano)

 

E-mail Stampa PDF

Il termine il Cespo nasce per caso. Era infatti il titolo di un libretto riservato agli studenti della quarta elementare e che si occupava di Scienze. L’editore era “Il Vaglio”  di Milano. Il libro spuntò fra vecchie pubblicazioni dell’immediato dopoguerra e divenne il titolo di un giornalino scritto a mano. Il primo numero è dell’estate del 1975, in cui si raccontavano gli avvenimenti del piccolo paese di Onna . Il giornale, fatto ancora  in maniera artigianale,  viene ancora oggi “pubblicato”.  Il  Cespo ha anche un altro significato , ed è quello a cui è legato il Centro Culturale che ne porta il nome. Cespo inteso come radice, come ciuffo d’erba. Qualcosa insomma legato alle origini, alla propria storia. Un legame forte con la propria terra a cui , durante la vita, qualsiasi cosa accada non si può rinunciare.

 

*Il paesino di Onna  -400 abitanti a 582 m.s.m.-  è una frazione di Paganica,centro di 7000 abitanti a 650 m. di altitudine.Sono i luoghi,i centri abitati, più colpiti dal terremoto.Paganica dette i natali a Edoardo Scarfoglio e allo storico Gioacchino Volpe.Ma il paesino di Onna aveva (ha ancora? lo spero) un Centro culturale e una biblioteca.Spero si siano salvati per affermare il primato della civiltà sulla desolazione del disastro,sull'annientamento della distruzione più cieca e crudele.Come non ricordare il grande filosofo e storico  e critico letterario abruzzese Benedetto Croce colpito lui stesso nella carne viva dal tremendo terremoto di Casamicciola (Ischia 28 luglio 1883),avendo perduto entrambi i genitori e la cara sorella Maria? Ho letto con interesse e partecipazione  un breve scritto di un cronista locale sulle due passioni da lui coltivate e tenacemente realizzate: fare il giornalista e il bibliotecario.Del resto,non avevo realizzato il post Memorie sul tremuoto,reale e metaforico del 24 dicembre scorso illustrandolo con il Bibliotecario di Arcimboldi? Il cronista dalle due passioni è Giustino Parisse,lo scritto sulla  piccola biblioteca Nascita di una biblioteca,il centro culturale di Onna:  CENTRO CULTURALE "IL CESPO".

**E' il palindromo più tragico,che non avrei mai voluto scrivere.Mentre disponevo i materiali di questa pagina,rileggendo articoli di cronaca,aggiornando dati e controllando qualche link... accade che io m'imbatta nella più atroce delle notizie...  Proprio a Lui,a Giustino Parisse di cui avevo appena scritto,è toccata la stessa sorte di Benedetto Croce! Il terremoto ha divorato la sua famiglia, i figli Domenico e Maria Paola di 18 e 16 anni,il padre Domenico,mentre la madre è molto grave in ospedale.Qualcuno afferma che a Tokyo o in California lo stesso terremoto non avrebbe fatto nemmeno una vittima.Parisse sarà ancor più lacerato da questa problematica.La sua capacità d'indagine,le sue passioni,i suoi rinnovati affetti e il ricordo dei suoi cari scomparsi,i suoi libri,la sua biblioteca,la sua civile volontà di costruzione e ricostruzione lo salveranno dalla disperazione senza conforto.

 


 

La frazione dell'Aquila quasi rasa al suolo: si temono 50 morti su 400 abitanti
Tra i corpi quelli di due fidanzati in fuga d'amore. Si scava dove si sentono voci

Una fila di bare davanti alle macerie
il piccolo borgo di Onna non c'è più

di GIUSEPPE CAPORALE

ONNA (L'Aquila) - E' l'odore del terremoto. Quel terribile velo di polvere che stagna nell'aria e avvolge tutto. Qui ad Onna non riesce a coprire lo scenario apocalittico della piccola frazione del Comune dell'Aquila uscita come da un bombardamento.
Onna non c'è più. E' una unica distesa di macerie, tra le quali non si riescono quasi a distinguere le linee dei vicoli del paese, e di macchine coperte di fango. La stima nessuno vuole dirla quasi a non volerla rendere ufficiale, ma in troppi pensano che dei quattrocento abitanti cinquanta siano morti.
 
 

 

 

 

 

(Continua: clicca su Caporale per leggere l'articolo)

 

 (Clicca sulle foto per ingrandirle)

 [Ascolta,vedi Bernstein nel Requiem di Mozart]

 Lacrimosa dies illa...

..qua resurget ex favilla...

..judicandus homo reus.

Lacrimosa  dies illa...

..qua resurget ex favilla...

..judicandus homo reus.

Huic ergo parce Deus...

..pie Jesu Domine...

..dona eis requiem...

dona eis requiem.

Amen.

[YouTube Requiem Mozart KV 626 -Bernstein]

 

 

Voci correlate.

1.-Tremuoti e terremoti,in Google.   2.-Terremoti e palindromi,in Google.   3.-Giuseppe Saverio Poli moti e tremuoti,in Google.   4.-Anno ONNA: rota... gemi... LimeGator: Anno ONNA!   (i palindromi di gipo,Milano).   4.4.-'44:ANNO ONNA:'44 (i palindromi di gipo,Milano).   5.-Casella di riferimento:orezero@libero.it*   6.-Giustino Parisse,in Google.   7.-VIDEO Terremoto 6 Aprile 2009: VIDEO.   8.-USGS / SEISMIC HAZARD MAP.   9.-In cauda venenum (io stesso,del resto,sono uno scorpione):  ecce "l'indecente" Santoro: RaiDue,AnnoZero.

 

 

 

 

 

PARTE PRIMA * "Copia e incolla" con quella pagina del 24 dicembre  2008...

IL TERREMOTO BUONO DI NATALE.- La terra trema.*  Molto rumore per nulla? Ieri pomeriggio la terra ha tremato.E anche ieri sera,senza danni apparenti.Ma cos'è un terremoto? "Ci vorrebbe un terremoto!" Quando il terremoto è una metafora.

Il 23 dicembre 2008  -ANTIVIGILIA DI NATALE-  la Terra aveva tremato anche a Milano.Io stesso,nel mio studio di piazza Buonarroti,avevo visto oscillare suppellettili e lampadari,avevo sentito -come altre volte in passato-  lo stesso edificio preda di una leggera vertigine,un'ebbrezza alta da nono piano che gira in tondo,un giro di valzer mozzafiato  un po' sinistro ma nemmeno del tutto  spiacevole,uno stordimento antico a un passo dall'atavico terrore, che sembrava legare uomini e cose,muri e viventi  -me e gli altri,me e il cane: abbaia? è tranquillo o agitato?-  terra e aria,una drammatica e curiosa "unità".Mi affrettai a testimoniare il tutto con una pagina storico-rievocativa,non priva di senso dell'umorismo,visto che gli ITALIANI,se non gli cade la casa in testa,non fanno tesoro di nulla,e dopo qualche anno dimenticano tutto... o si abbandonano al più deprimente fatalismo.

memorie del terremoto e/o terremoti della memoria... i ristori dell'oblìo e/o l'oblìo dei ristori? tecniche di assorbimento e assorbimento delle tecniche  ...il ballo del terremoto,terremoto con ballo,terremoto come ballo:il ballo della fine,l'ultimo ballo. -"Permette questo ballo?"

Terrae Motus... Motus Terrae.    ITALICA TELLURICA E STORICA LISTA. Vedi,migliorane il contenuto,porta testimonianze...

Il 28 dicembre ricorre il CENTENARIO del Terremoto di Messina,ovvero Terremoto dello Stretto,che distrusse Messina e Reggio Calabria.Il terremoto infatti fu correttamente definito calabro-siculo.

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Cose dell'Altro Mondo in Archivio

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (22/12/2008 - 16:21)



Ovvero
Commenti di  giporossonero in Altri Mondi

Blog di Giorgio Dell'Arti.

*Archivio occasionale,anche saltuario dei Commenti pubblicati.L'impaginazione,le illustrazioni,qualche piccola correzione e/o variante grafica appartengono invece a questo blog.Lo stesso dicasi per qualche titoletto esplicativo,noticina eventuale al piede di qualche mio commento o asterisco,ritenuti necessari a una seconda lettura o per qualche problematica emersa dalle osservazioni di qualche lettore.Ogni percorso linkato appartiene a questo mio blog,rappresentando mie personali curiosità oppure occasioni,scelte di approfondimento:testo MULTIMEDIALE messo a disposizione di ogni lettore.E' possibile anche qualche interpolazione extra,evidenziata dalla dicitura INTERPOLAZIONE.

Nota.-Per sopravvenute esigenze di impaginazione,dopo i  primi Commenti 1-7, potrete leggere i Commenti successivi "a partire dall'ultimo Commento archiviato",andando quindi via via a ritroso sino ai primi 1-7.

                                                                           §§§

[15]

O.K. / K.O.
Allega Pagella,
O nota a tono!
Allega Pagella:
O.K. / K.O.

(i palindromi di gipo,Milano)


[14]

RONALDO ATTERRA L'ITALICA GENTE,GIRA SUI TACCHI E SE NE VA! Non ha certo "modi diplomatici" l'ambasciatore,sembra trattare il nostro Paese come "USA e getta".Ma forse ci vuol bene e parla così di noi per amore.Può succedere.L'Italia, SPOGLIata di orpelli, appare quasi una Terra desolata.Il fatto è che ha pure ragione.Ugo La Malfa parlava della Riforma della Pubblica Amministrazione già sul finire degli Anni Cinquanta-primi Sessanta sulle pagine de "Il Mondo" di Mario Pannunzio.Antonio Cederna anticipava temi drammatici dell'ambientalismo più attento e consapevole.Parole al vento.I partiti di massa si muovevano su altri binari.Mi divertivo moltissimo a sentire il vecchio Ugo La Malfa pronunciare con spiccato accento siciliano la Frase ormai Storica:"Al de quà e al de là del sestema empirico-razzionale,le componenti se COZZZANO! E 'l Conflitto è INEVETABBBILE!" Altro che Angelo Musco! Corsi a informarmi su quel benedetto Sistema Empirico-razionale,sul posizionamento  dell'Al di qua e Al di là,sulla natura struttura e cultura di quelle "Componenti"... Sono rimasti gli Effetti del Cozzo,le macerie del Conflitto.Il "Sistema Empirico-razionale" di La Malfa chissà dov'è finito.

 

 

Tutte le illustrazioni contestuali Alla Basilica sono tratte dal sito di Gigi Padovani.

Maria Pagliasso,"la cuoca arcigolosa di via Mendicità Istruita",recita la didascalia del sito di Gigi Padovani.

 

[13]

ALLA BASILICA

"Alla Basilica" ci si siede al tavolo in compagnia discreta ma non mugugnona.In attesa che arrivi il cameriere ci si diverte a fare il gioco delle "citazioni pertinenti".Vince CHI,al momento dell'arrivo del cameriere,è riuscito a piazzare più citazioni "in tema".Apre dunque Luca dicendo:"Ieri a Verona ho mangiato ai DODICI APOSTOLI,una delizia." Prosegue Marco affermando:"Ho un ricordo del BOCCON DIVINO che non vi dico." -"Eh... Quella Maria Pagliasso era proprio benedetta",aggiunge Giovanni. "C'è da riflettere:il Boccon Divino... in via Mendicità!" pensoso è Matteo. Sospirò allora Bartolomeo:"D'accordo,Mendicità.Ma almeno è Istruita"."Siete sicuri che la denominazione di Via Mendicità sia MENDICITA 'ISTRUITA?" avanzò il dubbio Tommaso. "Sicurissimi,si trova a BRA e Tu che hai un palmare tra le mani puoi controllare sulle Mappe.",rispose per tutti Filippo.  "Dovremmo mettere qualche punto fermo,qualche PIETRA fondante su cui fondare il nostro discorso:evitare per esempio le citazioni da riviste tipo GOLA e ARCIGOLA o roba del genere",disse Simon Pietro con un certo vigore. "Me presente il VINO non potrà mai mancare..." tentò la battuta Simone il Cananeo tra il gelo dei convenuti.Fu allora che Giuda Iscariota spinse tra i bicchieri quel libro maledetto che aveva tenuto sulle ginocchia,così
pesantemente Allusivo,che i vicini di tavolo adocchiarono inorriditi quando Andrea,a mo' di citazione DIABOLICA, di Metafora terrena Inequivocabile lo afferrò tra le mani sollevandolo lentamente,più in alto e più in alto ancora come fosse il Vangelo.Lo mostrò a Giacomo figlio di Zebedeo,che non aveva ancora parlato, perché lo vedesse. "L'eccellenza del porco." mormorò allibito Giacomo figlio di Zebedeo. "L'eccellenza del porco,Mazzotta editore",aggiunse Giacomo il Minore,figlio di Alfeo. "Ite,Missa est." chiuse Giuda Taddeo,frantumando la frase in bocca al cameriere ormai prossimo al tavolo.Si alzarono tutti.Ordinati e in fila sparirono.


Il primo numero della rivista "La Gola",1982.

[12]

CHIEDERE A BECKHAM "Do you know costoletta?"

Trattandosi di un'intervista di COSTA che vuole insegnare a Beckham qualcosa della cucina italiana e milanese in particolare,tanto sarebbe valso evitare il francesismo di "cotoletta" derivato da "cotelette",pur se entrato nell'uso (cfr.Devoto e Altri), e chiedergli perciò:
-"Do you know costoletta?"
Lo Spice avrebbe d'un balzo superato in perfezionismo linguistico tutti i colleghi italiani e stranieri,esponendosi a simpatici sfottò.COSTA avrebbe fatto felice a un tempo le anime di Devoto e Gabrielli, e io infine mi sarei risparmiato questo commento.

Scritto da giporossonero - Venerdì 30/01/2009 13:07

[11]

IL PUBE ZOLDESTER

Ciascuno di noi -secondo età,memoria ed esperienza- ha non soltanto una sua idea di Israele degli ebrei e dei problemi che ne derivano ma anche un qualche impatto di vita con quella realtà.Personalmente,ho imparato a leggere i giornali attraverso DUE EVENTI LEGATI ALLA GUERRA: A)Il Processo di Norimberga (1945-'46) B)La Nascita dello Stato d'Israele (1948).Essendo nato nel novembre del '37,avevo dunque otto anni durante il Processo di Norimberga e meno di undici durante la nascita dello Stato ebraico.Mi sdraiavo accanto a mio padre che leggeva sul letto "La Gazzetta del Mezzogiorno",sbirciavo qualcosa durante la sua lettura -Titoli e sottotitoli- mi incuriosivo a qualche suo commento... e appena si addormentava gli sfilavo il giornale.Andavo a leggere da un'altra parte,seduto e con luce migliore.Quindi la nascita di Israele è legata per me alla guerra e al combattimento.Quando oggi l'immagine del Terrorista Classico è legata all'Islamico,IERI o L'Altro Ieri  ricordo "commandos" israeliani (Banda Stern) attaccare soldati britannici del "British Mandate of Palestine" e compiere clamorosi,terrificanti attentati dinamitardi (vedi attentato al King David Hotel) con decine e decine di morti,forse un centinaio!Appena nato Israele divampò una guerra feroce tra arabi e israeliani.Poi pace e poi guerra,avanti così sempre.Ma NON deve essere fatalità,possibile che la Ragione non riesca a spezzare questa o quella catena?
Mi sbaglio se ricordo che esiste il Problema di "Gerusalemme EST" NON RICONOSCIUTA dalla Comunità internazionale? Le ambasciate NON risiedono in Gerusalemme.
Nei giorni della Memoria della Shoah,quale ricordo non libresco,non letterario,non filmico ho della Shoah? Avevo poco più di DIECI anni e frequentavo a Lecce il Collegio Argento,un collegio-convitto dei Padri Gesuiti.Ero "esterno",e tra i miei amici più cari ce n'era uno che un bel giorno a casa sua mi raccontò una storia intrisa di parole sconosciute.Giorgio Zoldester si chiamava il mio amico,figlio di un ingegnere capo delle Ferrovie del Sud-Est e di madre rumena,ricca possidente le cui proprietà terriere erano state espropriate dopo il '47 dal Regime comunista. Giorgio mi disse che i tedeschi facevano spogliare le donne prima di avviarle in certe camere.Interamente nude.E guardavano il pube delle donne.Così mi disse Zoldester allusivo,con una punta di malizia,che mi fece immaginare qualcosa di piacevole ma indeterminato collocato in basso,nel ventre femminile.Perché Zoldester puntò lo sguardo in giù,verso quel pube immaginario e immaginato per me misterioso.Non gli chiesi,nonostante l'amicizia,cos'era il pube.Né chiesi a mio padre,figuriamoci a mia  madre! Tenni tutto per me.Tornato a casa cercai sul dizionario.La storia della Shoah per me è cominciata con il "pube Zoldester".

 *Nella foto (d. Archivio Sud-Est,cfr. sito) : Lecce,piazzale della Stazione e viale Oronzo Quarta,la sede delle Ferrovie del Sud-Est.Al primo piano gli uffici,a piano terra,a sinistra del portone -e a sinistra entrando- l'abitazione dell'ing. Guglielmo Zoldester,un uomo alto e massiccio,nel mio ricordo imponente e dinamico,con qualche tratto  di autorevole cordialità,che faceva  ancor più risaltare la figura minuta e sorridente  della gentile e distinta moglie romena,castana o bionda dalla carnagione molto chiara,la pelle delicata come quella di mia madre.Nella loro casa fu ospitato a lungo un fratello romeno della signora,rifugiato in Italia dalla Romania divenuta "giocoforza" comunista  in seguito all'espansionismo sovietico.Ci voleva poco,nella fantasia di noi ragazzi,a favoleggiare su quelle terre espropriate,distese di boschi,foreste solcate da orridi precìpiti e spaventosi,tutto strappato e incamerato dai biechi comunisti.Quella era pur sempre la terra di Dracula.Giorgio e Jole erano invece i civilissimi figli Zoldester.Nella provincia di Lecce,a Santa Maria al Bagno tra il 1943 e il '47,affluirono migliaia e migliaia di ebrei.Alle  Cenate, villeggiava una mia zia,Chiara Falco seconda moglie del fratello maggiore di mia madre.E  a Villa Falco fui ospite da ragazzino per una mezza giornata:ne ricordo soltanto certe terrazze merlate.Visitandole lentamente,qualcuno dei parenti Falco spiegava a mia madre qualcosa,additava qualcosa.Elogiavamo qualcosa sotto un cielo blu intenso,orientale nell'aria profumata. Con i cugini Foscarini,più grandi di me, che ebbero modo di vivere intensamente quegli anni e quegli eventi,nel vasto parentado non venne fuori mai  nulla,nessun discorso... nessuna traccia del transito  di quelle moltitudini.Anche se è pur vero che una sorta di diàspora parentale  ci ha disseminati qua e là,a Lecce e a  Milano,a Firenze e a Poggibonsi... Anni dopo mi chiesi se quello stesso cognome Falco non fosse ebreo e quanta parte ebbero le Ferrovie del Sud-Est,dirigente Zoldester, nel trasporto verso S.MARIA AL BAGNO di quei profughi giunti a Lecce dalle più svariate regioni d'Europa e destinati alla sponda jonica del Salento.Lasciato il Collegio Argento alla terza media,persi di vista quasi tutta  "la famiglia" Zoldester e,paradossalmete,l'unico che incontravo per Lecce,per le strade di Lecce, ogni volta che vi ritornavo a trovare i miei era l'ex profugo romeno "zio di Giorgio",dall'aspetto immutabile nel corso dei decenni,un po' rigido e impettito con l'aria  felicemente dannata di mezzo ésule  appena arrivato dall'Est  "che l'ha scampata bella", piovuto da un'altra epoca,con quel tanto di eterno spaesamento e di evidente adozione, "perenne ospite dei leccesi",il viso  un po'lungo atteggiato al saluto cortese, gli occhi attenti non un capello fuori posto,l'abito in ordine,un giornale arrotolato stretto nel pugno della mano destra,frequentatore metodico di pizzerie e ristoranti,asciutto e solitario salutista camminatore.

[10]

Della bravissima Franca Rame abbiamo visto in teatro o TV almeno un paio di volte il racconto di quella drammatica "esperienza" del lontano 1973.Qui rispunta il sempiterno EQUIVOCO italiano sulla Giustizia intesa come Giustizia dei Tribunali.Non puoi accennare un discorso sulle pene che ZAC! il discorso si allarga sui Massimi Sistemi:la Famiglia,l'Educazione,la Scuola, ecc. Tutte cose GIUSTISSIME quando non Risapute.Ma insomma,si vogliono assumere almeno DUE parametri di intervento A) a Tempi Brevi e B)a tempi medio-lunghi? Una cosa non esclude affatto l'altra,anzi la rinvigorisce e potenzia. Ancora:se la signora Rame fu violentata dal branco A ME cittadino Italiano interessa che sia posto RIPARO POSSIBILE IMMEDIATO al "vulnus",alla ferita apportata all'intero corpo sociale.Il branco cioè,neofascisti o figli di papà,immigrati o bulli di periferia DEVONO al più presto essere assicurati alla Giustizia,essere condannati a CONGRUE PENE e scontarle interamente,salvo inconfutabili percorsi di pentimento ESPRESSI NON CON LE PAROLE ma con tangibili fatti.La signora Rame potrebbe ANCHE perdonare i suoi violentatori,ciò alla Giustizia italiana NON dovrebbe interessare affatto perché il corpo sociale DEVE DIFENDERSI a prescindere dal caso singolo e specifico della signora Rame.LA LEBBRA della violenza deve essere contenuta e ridotta.D'accordo:con l'educazione,nelle scuole,nelle famiglie ecc. Ma ANCHE nelle AULE GIUDIZIARIE,altrimenti si arriverà alla Teorizzazione del "LIBERO PENE IN DEBOLE STATO"! Si vuole ciò? L'alternativa giudiziaria "francamente" non può che essere:"PENE al Pene"!

Scritto da giporossonero - Domenica 26/01/2009 15:52

[9]

Se nell'artificiosa contrapposizione Roma/Milano e Fiumicino/Malpensa...  Roma e Fiumicino risultano vincenti per non dire trionfatori,stento a credere che l'area lombarda con Malpensa non possa trovare soluzioni adatte.Il Paese sta vivendo molteplici trasformazioni a tutti i livelli:economici,sindacali,aziendali,bancari e finanziari,mediatici e di costume,istituzionali e forse anche politici.Di rammodernamento dei trasporti per l'invecchiamento di infrastrutture non al passo coi tempi.La necessità quasi "fatale" di razionalizzazione in tanti settori SPAZZERA' VIA tutto l'inutile,il vecchio,la nociva e pachidermica "opposizione pregiudiziale".Questo NON è soltanto un augurio,un generico auspicio fatto di buone intenzioni.E' UNA NECESSITA'.E la gente -The PEOPLE- fiuterà probabilmente,sia pure con qualche errore, CHI saprà dare consistenza al
Rinnovamento.

INTERPOLAZIONE  (1) Da GazzaSpace: Sull'incredibile vicenda della cessione di Kakà al Manchester City,"saltata" all'ultimo momento... Una cosa dell'Altro Mondo!

[interpolazione 1.3]

Non era Achille Starace il più grande dei Rompiballe?Ma quanti ce ne sono sparsi qua e là?
Martedi 20 Gennaio 2009, 13:43
TELENOVELA CONTINUA:poi cominceranno con PATO... A questo punto sapete cosa vi dico? Che dal punto di vista delle società l'età migliore dei calciatori per non essere scocciati è quella pre-declino 29-30 anni,al riparo forse dalle follie di quei dannati sceicchi e di certi magnati! Per gli sceicchi che Bin Laden se li porti all'inferno! Per i "magnati stranieri rompiballe" che siano distrutti dalla Crisi Mondiale.E Moratti e Berlusconi allora? Non rompono mai? Moratti impari a essere un po' AUTARCHICO,peschi tra gli italiani,impari dalla JUVE che sta lanciando tanti giovani.Berlusconi fa benissimo a "pescare" in Brasile... E Lula si tenga pure Cesare Battisti (quello sbagliato,le spoglie gloriose di quello "giusto" le onoriamo noi).
 
[interpolazione 1.2]
 
Il KA-PA-RO sembra maledetto.Succede sempre qualcosa a infrangerlo!
Domenica 18 Gennaio 2009, 13:30
Arriva Ronaldo e rimane vittima di una serie di tremendi infortuni.Ronaldo se ne torna in Brasile.Arriva Ronaldinho dalla Spagna e Berlusconi commenta:potremo finalmente realizzare quel gioco che soltanto la sfortuna ha mandato a pallino! Nemmeno il tempo che Dinho si possa ambientare ed ecco che va via Kaka? Addio,maledetto Ka-Pa-Ro!
 
[interpolazione 1.1]
 
L'importante è che Kakà sia largamente il giocatore Simbolo del Milan e anche il più pagato...
Lunedi 19 Gennaio 2009, 14:23
...Se poi "vuole" essere IL PIU'PAGATO DEL MONDO si accomodi pure,vada via e Grazie! Significherà che NON gli interessa quel Simbolo,l'affetto di QUEI tifosi,la magìa di quello Stadio,la civiltà europea di QUELLA città.che ospitò il genio assoluto di Leonardo e quello di Verdi,città dei "Modi & della Moda".Lo "scarto" di Valore & di Valori tra Milano & una Società senza storia sta in QUEL Vuoto: in "quel vuoto" rischia di precipitare Ricardo Kakà.Ci pensi bene.Perché NOI l'amiamo veramente e Lui NON è un poveraccio,è un miliardario,IL PIU'PAGATO tra i rossoneri,e TRA POCO diventerebbe anche il Capitano di una squadra meravigliosa che ha Antagonista Cittadina un'altra formidabile squadra.Battersi per il Primato italiano,europeo e Mondiale della Città Lombarda,in un contesto civile che risale all'Italia gloriosa dei Comuni -per non parlare degli Sforza e dei Visconti- NON può equivalere "a un Mucchio di soldi".Tra MENO di OTTO anni la carriera di Kakà sarà finita.Il "differenziale economico" è secco e sterile tra Milan e Manchester City.Potrei capire,pur nel dolore,se Kakà scegliesse il REAL.Il Real sarebbe un degno traguardo.Il Manchester City soltanto un approdo grigio e straziante.Per Lui, noi saremmo pronti a dimenticarlo.
 
INTERPOLAZIONE  (1)

[8]

MUSSOLINI COME GIOVINCO?
Mussolini:Gillette=Giovinco:Gillette?
E poiché nella proporzione il  PRODOTTO DEI MEDI è uguale a QUELLO DEGLI ESTREMI,dovremmo dedurne che Mussolini x Gillette = Gillette x Giovinco... Ho idea che,da tutto ciò  -in termini di IMMAGINE- chi trae maggior vantaggio è Gillette,Giovinco sta in pari e Mussolini ci rimette. E il comico poi a quel tempo finiva in tragicomico e in tragedia.
"Con la barba di Bombacci/ci farem gli spazzolini/per lucidar le scarpe/di Benito Mussolini" cantavano gli squadristi con greve franchezza.Sta di fatto che con il tempo il COMUNISTA Bombacci andò via via spostandosi su posizioni mussoliniane:fiancheggiò Mussolini nella R.S.I. e ne condivise il tragico epilogo essendo fucilato a Dongo nel 1945.
Mio nonno esibiva una maestosa barba repubblicana,e barbuti erano molti suoi amici,come Giovanni Bovio.
Io ho dato a Gillette il mio gratuito contributo in palindromi:
"OK... NOI SU FUSION?* KO!" ,perché appunto il mio contributo è gratuito.

*Fusion è un noto prodotto Gillette.

Scritto da giporossonero - Venerdì 17/01/2009 17:49

 

 

 Un vecchio rasoio Gillette.

 

 

 

 

Benito Mussolini perfettamente rasato con Gillette.

Mio padre era un bell'uomo,perfettamente rasato con Gillette.

Nato ad Andria nel 1897,è trasferito a Lecce per lavoro -dall'ufficio tecnico dell'Acquedotto Pugliese di Trani-  nel 1933.L'Acquedotto andrà via via diramandosi in tutto il Salento fino al capo di Leuca negli anni successivi. Non distribuisce soltanto acqua potabile con le classiche fontanine -occasione a un tempo  e di socializzazione persino "amorosa" e di diverbi e liti- ma anche sistema fognario,quindi igiene.  Mio padre,mussoliniano convinto ma non fanatico,fotografa il Duce nel 1934 in Piazza delle Poste (foto sotto). Il discorso di Mussolini inneggia al "Primato dei figli,il primato della vita".Mio padre deve averne colto il messaggio.Si fidanza nel '36 con Maria Luisa dei Conti Foscarini,che sposa nel dicembre dello stesso anno.  Ovviamente,nella concezione del Duce,i figli della feconda Terra di Puglia sono visti alla luce della "lotta dei popoli". Interessante però questa nota sulla gioventù:"Solo la gioventù guarda con occhi impassibili e freddi tutte le difficoltà che l'avvenire pone innanzi alla marcia di un popolo che vuole ascendere agli orizzonti del benessere e della grandezza." Oggi la "sociologia delle classi" discetta sull'ascensore sociale,a quanto pare fermo o mal funzionante. Quel popolo che voleva ascendere nel '34  -che si ritroverà il Paese semidistrutto nel '44, che l'avrà ricostruito nel '54  e reso già protagonista di boom economico nel '64-  da che cosa è mosso nelle sue migrazioni all'interno e all'estero? Dagli "orizzonti del benessere",più o meno reali o immaginati.Si noti che Mussolini antepone nel discorso di Lecce gli orizzonti del benessere a quelli della grandezza. In questi giorni, gelidi venti di  neo-protezionismo (strisciante o dichiarato -a livello internazionale- quando non addirittura esibito...) rendono più aspra "la lotta dei popoli".La Terra di Puglia forse è meno feconda ma, secondo D'Alema, è un dato di fatto la ripresa di una forte e drammatica spinta migratoria pugliese e salentina verso il Nord.Migrazione non dequalificata ma anzi particolarmente qualificata."La gioventù -per dirla ancora con Mussolini- guarda con occhi impassibili e freddi tutte le difficoltà che l'avvenire pone innanzi"? A sentire i discorsi di molti giovani,a osservarne i comportamenti direi proprio di Sì.Le difficoltà sono percepite "con occhi impassibili e freddi". Chissà,forse le "risposte" a quelle difficoltà potranno essere differenziate, e anche calde e appassionate. Ma alcuni giovani tentano di giocare le loro carte,appena possomo, a Zurigo o a Londra,in Spagna o nelle più accoglienti istituzioni universitarie francesi.Altrimenti ci si arrocca nel sistema clientelare, spesso cinico e  protervo.Ultima poi c'è l'opzione malavitosa.

                         (gipo,Milano)

 

 

 Discorso di Mussolini a Lecce,1934

Mussolini pronuncia il suo discorso a Lecce il 7 settembre 1934,in una giornata che sembrerebbe ventosa,con un vento di tramontana che sospinge,àltera e pasticcia la scenografia del pesante drappo sabaudo,mal legato o buffamente inadatto a certi venti salentini,sospinto verso Sud... Quasi spazzato via,come poi lo sarà dal vento della storia. In alto,ancorato a una colonna,alla destra di Mussolini,regge saldo anzi in ascesa il fascio littorio della "rivoluzione fascista".Tra un paio d'anni sarà proclamato l'Impero [maggio 1936  (ascolta e vedi in YOU TUBE folla oceanica in delirio)],che segnerà l'apogeo del Fascismo.A Lecce,il duce si affaccia sul balcone del Palazzo delle Poste,di fronte alle mura del Castello.

 (foto Riccardo Poli, 7 settembre 1934.La foto appare decentrata.Mio padre mi disse che trovandosi NON sotto il balcone ma un po' defilato verso l'attuale piazza Libertini  (ove ancora oggi si può osservare,pur bisognoso di qualche restauro, il monumento  al massonico Giuseppe),ebbe qualche difficoltà a scattarla.L'omino sulla destra  -un passo dietro al DUCE,accanto alla colonna- è Achille Starace,leccese della provincia,gallipolino,potente rompiballe Segretario del P.N.F. dal dicembre del 1931 all'ottobre del 1939.Mussolini appare nella foto molto più alto di Starace:probabilmente è salito su una pedana per dominare meglio la folla plaudente.Un dettaglio molto staraciano.)

(Clicca per ingrandire)

 Lecce,piazza Libertini con il monumento al patriota mazziniano Giuseppe Libertini: OGGI,dove un tempo suonarono fanfare,"canti dei volontari e marce delle legioni"... si ascolta MUSICA.   (Cfr.Giovanni Allevi in piazza Libertini a Lecce.)

IL DISCORSO LECCESE DI MUSSOLINI,1934, NELL'ANALISI DI MARCO GHERBI. IL LINGUAGGIO DEL CORPO E LA COMUNICAZIONE NON VERBALE.

Alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell'Università di Trieste una Tesi di Laurea Specialistica in Interpretazione di Conferenza (Anno Accademico 2005/2006):          Analisi della Comunicazione Non Verbale nei Discorsi di Mussolini.

La retorica mussoliniana è analizzata,sotto l'aspetto della comunicazione non verbale,prendendo in esame 11 DISCORSI: 1 Napoli ottobre 1931, 2 Roma maggio 1932, 3 Milano ottobre 1932,  4 novembre 1932, 5 Littoria dicembre 1932,  6 Lecce settembre 1934.

 

 


 

Voci correlate.

1.-Archivio privato Gioacchino Poli,in Google.   1.1.-Id. IMMAGINI in Google* Clicca per ingrandire su immagine o documento.Aprendo il doc. vai,in alto a sinistra, su: Mostra immagine a dimensione intera.Clicca ancora  per ingrandire. Cerca invece il post relativo se vuoi contestualizzare  l'immagine.   2.-Foto Riccardo Poli, Andria / Lecce.   2.2.-Id. IMMAGINI in Google.   3.-Discorso di Mussolini a Lecce,1934.In Google.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1]    (*Animali e uomini: STIAMO DIVENTANDO TUTTI FEMMINE)

Anche l'ungulato Tasso quindi è destinato a diventare un'implacabile Tassa:non so quanto naturale.


[2]     (Foto Lapresse)

IN CONTROTENDENZA.-Acqua sul fuoco di tanti entusiasmi mondani per la coppia Beckham:interesse sì ma,da parte mia, MODERATO CANTABILE.Abito in piazza Buonarroti a Milano e vivo benissimo il mio quartiere.Non mi sognerei MAI di curiosare in quel di Villapizzone.Beckham si accaserà poi nei dintorni del Bar Basso?Guarda guarda quel bar forse ha vissuto tempi migliori,di miglior gusto e qualità di avventori.Dal mio NONO PIANO di piazza Buonarroti scorgo il Meazza o San Siro illuminato e ne pregusto il ricorrente spettacolo.Beckham deve DIMOSTRARE SUL CAMPO il suo valore:con i tiri potenti dalla media e lunga distanza,con i Cross
pennellati,i migliori del mondo,sulla testa
di Borriello o di Inzaghi,di Sheva o di
Ambrosini.Se farà tutto ciò esulterò! essendo
scarso o nullo il mio interesse per il
contenuto dei suoi slip e anche per quelli
della gentile signora.Altrimenti,in piazza
Buonarroti,occhieggia un altro mio amore o
interesse:il mio Giuseppe Verdi con la sua
musica,e tutto il melodramma.Dinnanzi alla
grandezza musicale dei nobili spartiti,i casi
sono DUE:o Beckham canta all'altezza o
il "Va,pensiero..." andrà Altrove.Super
flumina Babylonis.


[3]

Perché NON dire LO STATO DELLE COSE per quanto attiene alla GIUSTIZIA EFFETTIVA,alla Pena Effettiva che "affliggerà" il ... povero Tanzi? Molti immaginano Tanzi "in carcere per 10 anni" e si dicono:"Beh... almeno questa volta una condanna che lascia un po' il segno." Niente di più erroneo. Per via dell'indimenticabile INDULTO mastelliano,i 10 anni sono ridotti a 7.Fatto qualche giorno (meno di una settimana,mi assicurano) di carcere reale,gli sarà notificato -per via dell'età- il provvedimento di DETENZIONE DOMICILIARE.Nessuno pensi a questo punto che il poveretto possa esser costretto nella sua confortevole dimora PER SETTE LUNGHI ANNI,nossignore.La Giustizia italiana non può infierire in questo modo su "un povero vecchio,capro espiatorio".In meno di DUE ANNI otterrà un provvedimento di Liberazione Condizionale,potendo così uscire di casa a condizione di NON commettere più reati,ma potendo riandare NOSTALGICAMENTE con il pensiero ai dolci anni che furono,quelli del bel male compiuto per il PROPRIO ben/essere.Non si pensi nemmeno che nei DUE anni o meno di Detenzione a Domicilio non possa usufruire di qualche permesso.Avrà il beneficio di DIVERSI PERMESSI.Forse molti.Tanti da poter sospirare,libero nel Bel Paese dove il sì suona:Sì alla LIBERTA' DI POTER FARE impunemente I PROPRI COMODI.


 Scritto da giporossonero - Venerdì 20/12/2008 13:36

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I/4 A mano a mano...

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (09/07/2008 - 11:18)






I

O "Name"* e mano

O nota a tono,

O nate a Gaetano!**

O nota a tono,

O "name" e mano...

                                  (i palindromi di gipo,Milano)

*Name in inglese significa Nome.Quale Nome il "destino" vorrà assegnarti? E/o,visto il delicato e complesso e dibattuto problema del "libero arbitrio" quale Nome Tu stesso vorrai assegnarti?

**Gaetano è qui il noto,intenso e sfortunato cantante Rino Gaetano (1950-1981 ),prematuramente scomparso in un incidente stradale."Nate a Gaetano" sono perciò le sue canzoni.Implicitamente,si cita la Canzone che ha dato anche il titolo al mio post: A mano a mano... (Vedi e ascolta nel link a You Tube)

Buona ventura, di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610).

La zingara -con soddisfazione del velenoso leghista?- nell'atto di "leggere" la mano al fiducioso cavaliere... gli sfila l'anello.Brava chiromante non sappiamo,di certo abile ladra.L'aneddotica sul Caravaggio vuole che l'Artista si sia servito come modella di un'autentica zingara di passaggio.

(Prima versione,Roma,Pinacoteca Capitolina,1593-'94)

(Clicca per ingrandire)

II

O name e mano!

NAME ZEMAN:

Ai gol! O far Grafologia...***

 Name Zeman:****

O name e mano...

                            (i palindromi di gipo,Milano)

***La Grafologia è un'attendibile disciplina scientifica che getta luce su aspetti e tendenze del nostro carattere.E' andata via via acquistando "peso" e credibilità,tanto nel processo penale quanto nei test aziendali per la selezione del personale. Alcuni allenatori si lasciano guidare o suggestionare invece dai più labili Segni Zodiacali o da dubbie e troppo facili Letture Astrologiche.

****Zeman è allenatore geniale,anticonformista e perciò... temutissimo.Affascina tanti,giocatori e presidenti di società.Ma poi viene allontanato ed è costretto a una sorta di  singolare randagismo.Al grande allenatore piace internet di cui ha perfettamente compreso le immense potenzialità,anche umane.

 

CHIROMANZIA. (Clicca per ingrandire)

A sinistra,per così dire,una "mano didattica",genericamente predisposta a una lettura topografica,di luoghi  carnosi,evidenti,tattili deputati al cumulo di opportunità,di destini.

Qui accanto, una mano fatale,quella dell'Assassino.Avete mai stretto la mano di un Assassino?E' una mano come tante,l'occhio no... l'occhio -che io ricordi- era diverso dagli altri,un occhio che non ho mai dimenticato.Ma la mano di quell'uomo chi poteva "rivoltarla e leggerla" come fosse un libro stampato? L'uomo,un giovane medico,non sapeva sparare."Non sai sparare? E che uomo sei?",gli disse mio padre.Non restava che attingere alla conoscenza dell'istruttore à gogo,ex ufficiale della M.V.S.N. cioè della disciolta Milizia fascista del crollato Regime.Quanto alle armi,quell'estate del '47 a Carmiano,a Villa Foscarini,ce n'erano tre a disposizione.Una,graziosissima, era un revolver per signora,leggero,maneggevolissimo,con l'impugnatura madreperlacea:aveva in dotazione piccoli proiettili che s'infiggevano nelle carni offese in modo quasi innocuo,come insulti femminili di non immediata comprensibilità.Ma poi,una volta entrati,potevano far danni,anche maggiori del previsto.Tutto dipendeva dalla distanza da cui la gentile signora si fosse decisa a sparare e dalla zona del corpo colpita...  Sparare con quell'arma civettuola a 6 metri di distanza,con una mira casuale e su un bersaglio in movimento era un conto,ma sparare togliendola da sotto a un cuscino,accostarla alla tempia di un uomo sprofondato nel sonno e inchiodarlo con metallici punti sulla soglia di un possibile trapasso... era ebbrezza non priva di levità tutta femminile,dove il buio dell'altro mondo sinistramente saluta il biancore iridescente,insistito del mondo presente,negli spari a ripetizione,brevi e delicati come consapevoli baci d'addio... E tuttavia mia madre mai sparò con quel revolver,né sapeva sparare.E il piccolo oggetto,prezioso come un gioiello della memoria,dall'impugnatura di madreperla lucente,di provenienza familiare andriese,  servì soltanto a qualche accademica esercitazione.  Una scatola nera rettangolare di medie dimensioni,all'interno foderata di rosso,aveva impressa la marca della seconda arma,una GALESI,di cui non ricordo il calibro.Mi sembra di ricordare alcuni caricatori allineati uno sull'altro sul lato sinistro della scatola e la nera arma adagiata in quel rosso,pronta all'uso per la perfetta manutenzione cui mio padre,meticolosamente,almeno una volta all'anno la sottoponeva,smontandola pezzo pezzo su un tavolo,oleandola,lubrificandola con cura,rimontandola,facendo scorrere il cursore,inserendo il caricatore con un colpo secco dal basso,il palmo della bella forte mano aperto e deciso,mettendo poi il colpo in canna,sistemando la sicura,quasi tenesse una lezione a degli allievi in un apprendistato di fuoco.Fu quella -l'arma N.2- a essere scelta da mio padre per l'istruzione,nel grande giardino retrostante della villa al dottor "Dago",un ginecologo salentino residente a Padova,per l'istruzione all'uso? Fu con la Galesi che le mani del medico,competenti nelle potenzialità della vita acquisirono competenza nella possibilità di dare la morte? Mesi dopo a Padova egli,allievo diligente ben istruito,avrebbe commesso una strage* di cui le pagine ampiamente illustrate di "CrimenSettimanale di criminologia e polizia scientifica  (1948) vollero fornire ogni  dettaglio.Dopo avere ucciso moglie incinta e suocero e aver tentato di uccidere la suocera, il giovane medico pose fine egli stesso alla sua sconvolta esistenza.C'è da aggiungere che mai mio padre volle insegnarmi a sparare,né io pur incuriosito dalla sua competenza gli chiesi nulla di preciso e concreto a riguardo.In vita mia ho sparato due sole volte,la prima da bambino ben quattro anni prima dei fatti di Carmiano,a Villa Palumbo a Trani,in circostanze stranissime  -in quell'agosto del '43 sospeso tra la caduta del Fascismo e l'8 settembre,con mio padre assente nascosto ad Andria in piazza Duomo presso una sua sorella-  sparando a una beccaccia in volo (tiro difficilissimo) con la doppietta da caccia di mio zio Antonio.Non so come riuscii a imporre allo zio,che non era certo un debole, la mia volontà.Lo zio tenne la doppia canna del fucile  -una doppietta di fabbricazione belga fascinosissima ai miei occhi,con i cani esterni finemente arabescati, che sparava incantevoli cartucce colorate Fiocchi-  puntata verso il cielo,sostenendola dal basso per precauzione con il palmo della mano aperto,mentre io variavo e cercavo la mira nel raggio possibile di quell'alzo stabilito da lui.Questa collaborazione mi sembrò bellissima e il rinculo dell'arma non mi allarmò,né la doppia detonazione.

(Clicca su tutte per ingrandire)

La collezione delle Mani Tomba-Rolando Gargiolli appartiene all'Archivio privato Gioacchino Poli.

 Vedi, cfr. L'INTERA SERIE:

I/4.   A mano a mano...   II/4.   Di mano in mano   III/4   Lettura della mano?   IV/4   Una mano fortunata.

Voci correlate.

1.-Chiromanzia e chiromanti,in Google.    1.2.-IMMAGINI chiromanzia e chiromanti IMMAGINI,in Google.

Ed ecco la seconda versione della Buona ventura  caravaggesca,quella conservata al Louvre di Parigi.

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Tra lo scapigliato sperimentatore e polemista Vittorio Imbriani e il pittore Michele Lenzi una bella amicizia.Con un passo d'addio comune,nel 1886

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (05/07/2008 - 10:14)





Michele Lenzi, Ritratto di Vittorio Imbriani.Napoli,Museo di S.Martino,settembre 1885.

Nemmeno quattro mesi dopo il Ritratto,il 1 gennaio 1886 morì l'Autore de L'impietratrice.Lenzi scomparve nello stesso anno.

Michele Lenzi  (1834-1886),pittore e sindaco di Bagnoli,fu grande amico di Vittorio Imbriani (1840-1886),al quale era solito inviare graditissimi tartufi di Bagnoli.Nel 1774 l'occasione del dono ricevuto fece scrivere un Inno al tartufo all'Imbriani,avido di riceverne altri e copiosi...

 

Il pittore Michele Lenzi.E' "il buon Lenzi" dell' Inno al tartufo di Bagnoli Irpino,scritto in una lettera da Pomigliano d'Arco da Vittorio Imbriani nel 1874.

 

 

 

 

 

 La Pinacoteca di Bagnoli raccoglie 77 opere di Lenzi? (sic! Numero palindromo...) Non resta che visitarla per verificare la veridicità di questa notizia.

 

 

 (Clicca per ingrandire)

 

 

 

 

L'impietratrice in una riedizione milanese del 1983,Serra e Riva Editori.Va precisato però che,come edizione "in volume",quella dell'83 di Serra e Riva sembra essere stata la PRIMA,incredibile a dirsi! Perché nell'Ottocento vide sì la luce,nel 1875, ma soltanto a puntate sull' "Illustrazione Universale".Ciò la dice lunga sul fatto che Vittorio Imbriani sia stato o uno scrittore misconosciuto o "dopo la scoperta" pur sempre uno scrittore "di nicchia".

(Clicca per ingrandire)

Voci correlate.

I."E lì sa Basile..."  (i palindromi di gipo,Milano) *Il palindromo fa riferimento a Giovan Battista Basile e al suo,ormai classico, Lo cunto de li cunti.La critica li ha accostati da tempo all'opera di Imbriani.D'altra parte, lo stesso Imbriani fu studioso appassionato del Gran Basile... (1875).      

II. link e tartufi secondo remohomer, 10.11. 2004.In TVandTV.

III/in Google:

1.-i fratelli Imbriani,in Google.   1.2.-IMMAGINI i fratelli Imbriani  IMMAGINI,in Google.   2.-Vittorio Imbriani,in Google.   2.2.-IMMAGINI Vittorio Imbriani IMMAGINI,in Google.   3.-Matteo Renato Imbriani,in Google.   3.2.-IMMAGINI Matteo Renato Imbriani IMMAGINI,in Google.   4.-Irene Imbriani Scodnik,in Google. *I.Imbriani Scodnik (1850-1940),moglie di Matteo R. Imbriani.   4.2.-IMMAGINI Irene Imbriani Scodnik IMMAGINI,in Google.

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Eldorado Napoli a inizio Novecento.Gli asinelli di Capri

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (02/07/2008 - 19:05)


A ir... O' memoria?    

A ir: o memoria!      

 

                          (i palindromi di gipo,Milano)


 

ELDORADO,Napoli,5 giugno 1902.

 

(Clicca per ingrandire)

 

 

 

 

Capri da Napoli,1902.

 

 

 

 

 

*Tutte le cartoline fanno parte dell'Archivio privato Gioacchino Poli.

 

 

 

 

 



Capri nel tempo,Capri senza tempo

 

 

 

 Capri- Tipo popolare.Il timbro postale è del 1901.Impressionante il tracciato della strada che sale vertiginosa verso Anacapri: sulle "scoscese bellezze".

 (Clicca per ingrandire sull'interessante foto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capri,Faraglioni.

 

 

 

Napoli,1902.Cartolina di Gioacchino Poli alle figlie: "Alle Signorine di Gioacchino Poli",Andria (Bari).

(Clicca per ingrandire)

Via Tasso a Napoli in una eccezionale veduta del 1901.

 

 (Clicca per ingrandire)

 

 

 

Voci correlate.-

1.-Altopiano Anacapri,in Google.   1.2.-IMMAGINI Altopiano Anacapri IMMAGINI,in Google.   2.-IMMAGINI Anacapri IMMAGINI,in Google.   3.-Archivio privato Gioacchino Poli,in Google.   3.2.-IMMAGINI Archivio privato Gioacchino Poli IMMAGINI,in Google.   4.-Capri a inizio Novecento,in Google.   4.2.-IMMAGINI Capri a inizio Novecento IMMAGINI,in Google.   5.-Capri isola negata,in Google.   5.2.-IMMAGINI Capri isola negata IMMAGINI,in Google.   6.-Capri luogo della memoria,in Google.   6.2.-IMMAGINI Capri luogo della memoria IMMAGINI,in Google.   7.-Cognomi di Capri,in Google.   7.2.-IMMAGINI cognomi di Capri IMMAGINI,in Google.   8.-Icone capresi,in Google.   8.2.-IMMAGINI icone capresi IMMAGINI,in Google.   9.-pendolo della memoria,in Google.   9.2.-IMMAGINI pendolo della memoria IMMAGINI,in Google.   10.-la piazzetta di Tyle Turcato,in Google.  10.2 IMMAGINI la piazzetta di Tyle Turcato IMMAGINI,in Google.   11.-ristoranti capresi,in Google.   11.2.-IMMAGINI ristoranti capresi IMMAGINI,in Google.   12.-videominimo,in Google.   12.2.-IMMAGINI videominimo IMMAGINI,in Google.

Napoli,via Caracciolo a inizio Novecento.

Capri vista da Napoli,1902.Si noti la sella centrale di Capri,sede del capoluogo odierno,pochissimo urbanizzata all'epoca.

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Morto per caso? Achille Starace passeggiava in tuta da ginnastica

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (25/04/2008 - 08:27)


Il cadavere di Achille Starace (1889-1945) in piazzale Loreto,appena dopo la fucilazione.Starace fu riconosciuto dai partigiani mentre passeggiava o correva a Porta Ticinese,a Milano:proveniva dai Navigli o andava verso i Navigli? In ogni caso la sua navigazione terrena volgeva al termine.Condotto in un'aula del Politecnico,circondato dallo scherno di una piccola folla festante,fu sottoposto a un processo sommario,una sorta di breve liturgia funebre cui seguiva l'esecuzione.Nemmeno una "parvenza" di difesa,nemmeno accordargli la possibilità di lasciare un breve scritto ai suoi cari.Eppure l'uomo si era comportato valorosamente sui campi di battaglia della Grande Guerra.A limitarne il peso delle medaglie d'argento e bronzo,vogliamo verosimilmente dire che si era comportato "con un certo valore"? E qui c'è tutta l'Italia faziosa,ignobile e "partigiana",falsamente buonista e sentimentale e sostanzialmente indifferente e crudele,l'Italia INGIUSTA,l'Italia che non ha mai  il senso della continuità della propria storia.Come dimostra il documento seguente  (1924) Starace si "saldava" all'Italia pre-fascista,proveniva da quell'Italia.Allora la conclusione è che si poteva processarlo,lo si poteva condannare,lo si poteva anche condannare a morte,ma secondo la liturgia di uno Stato non secondo le modalità fameliche del linciaggio.Starace, che non ha avuto alcun ruolo significativo durante la II.a Guerra Mondiale,e NESSUN RUOLO durante la R.S.I. -addirittura imprigionato da Mussolini per qualche mese!-, STARACE ACHILLE DA GALLIPOLI  ("ATTORE" SALENTINO,gallipolino sotto maschera COME EUGENIO BARBA? SCENOGRAFO E COREOGRAFO,costumista e trovarobe sotto codice mediatico)  fu trucidato senza ragionevole processo.Il processo sommario fu attuato nei confronti di un cittadino italiano inerme,che aveva a suo modo "illustrato" un pezzo di storia d'Italia pre-fascista.Dov'è allora la cesura con la Storia? Chi "rompe" con la storia d'Italia? con l'Italia Unitaria,con la Nazione italiana? Lo ripeto ancora una volta,a scanso di equivoci: si poteva processare Starace,si poteva ritenerlo responsabile "di reati di Regime",si poteva anche condannarlo a una pena dura,durissima.Ma meritava un processo,nel corso del quale avrebbe potuto rendere testimonianza,anche originale, di un periodo storico cruciale del Novecento.Era anche un uomo,che aveva famiglia e affetti, e diritto a un congedo e a un distacco umano da quella famiglia e da quegli affetti.Alla fine si ritrovò solo,vilipeso,deriso e insultato da tutti:da fascisti e antifascisti,da intellettuali e popolani.Persino nelle modalità della fucilazione viene fucilato alla schiena come un traditore.Lui che, a differenza di tanti e troppi italiani, NON AVEVA TRADITO MAI NESSUNO.Durante la Grande Guerra aveva combattuto valorosamente,durante il Fascismo si era identificato con il DUCE,durante la Repubblica di Salò aveva voluto rimanere,attore modesto e anonimo sul suo palcoscenico,dove gli Altri Attori recitavano l'Ultimo tragico Atto.

(Foto e documenti: Archivio privato G.Poli,Milano.)



Un Autografo (1924)di Achille Starace (clicca per ingrandire) a Gioacchino Poli,mio nonno,morto a Bari nell'agosto del '24,personaggio dell'Italia post-risorgimentale.Starace nei primi Anni Venti era già "l'Achille del Fascismo".Durante la Grande  Guerra aveva avuto modo di segnalarsi con atti di valore al séguito del generale Sante Ceccherini,di cui era attivo,solerte e ambizioso "aiutante di campo".Una parte del movimento fascista cercava di "saldarsi" con la nostra storia unitaria e con la storia della Nazione.Ma il '24 è anche l'anno tragico del delitto Matteotti ,in giugno,e quello di elezioni "guidate" da sopraffazioni in aprile, con violenze nei seggi elettorali  (un mio caro zio,Giacinto, ammiratore di Giuseppe Di Vagno e di Matteotti, fu ferito a un braccio e alle costole durante le operazioni di voto,come  riportato dalle cronache locali del tempo e in séguito "confinato" a Rionero in Vulture) e fu l'anno di criticati Listoni.Ci si avviava verso il Regime (cfr.1926).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

La "quarta di copertina" del Liber Monstrorum,curato da Franco Porsia,edito a Bari da Dedalo Libri,1976.Porsia, docente di Storia medievale all'Università di Bari, ha indagato sulle cosiddette "Crociate di carta" e scritto sul Liber De Fine di Raimondo Lullo.Di Porsia anche I cavalli del re,edito da Schena nel 1986.

 

 

 

 


 

Un libello chiaramente antistaraciano pubblicato nel primo dopoguerra a Bari,dalla Tipografia Editrice Canfora & C,pp.1-16. [1945?]

(clicca per ingrandire)

L'opuscolo contiene una Piccola antologia staraciana (pp.15-16).

VENTI "chicche" VENTI dai Fogli d'Ordini e dai Fogli di Disposizioni.*La numerazione e i commenti tra parentesi quadre sono miei.

[1] Lo squadrismo è un fatto interiore dello spirito. [Getta una luce sullo spessore di quella interiorità]

[2] Vieto in modo assoluto che s'invochi ritmicamente altri che non sia il Duce. [Strana concezione coercitiva del ritmo.Chissà che risate si facevano nella famiglia Mussolini,dove Romano s'intendeva di jazz,era aggiornatissimo sulle novità americane e suonava magnificamente.L'invocazione ritmica costretta nei binari da Starace era un mostruoso ossimoro dedicato al Duce.]

[3] Ho ricevuto una lettera nella quale uno si vanta di essere liberale di destra.La ho archiviata scrivendoci sopra "Fesso".   [Questa mi piacerebbe commentarla con Berlusconi,che si è professato più e più volte liberale.Berlusconi è un liberale di sinistra? Ma allora è un "radicale pannunziano anti-storico,meta.storico... pragmatico, metafisico"? Le cose si complicano con quella aggettivazione "radicale" dedicata per certi versi a sproposito ai bertinottiani "e dintorni".Comunque i "liberali di destra" sono realmente esistiti,specialmente a Milano.Io ne ho conosciuti e confliggevano talvolta con i lamalfiani,con i quali d'altro canto avevano punti di contatto su alcune questioni.Il leccese Ennio Bonea era un ottimo liberale di sinistra,persona colta e civile.I liberali di destra,staracianamente fessi, erano invece soltanto conservatori? Giovanni Malagodi era un fesso?

[4]  Ho punito un gerarca  "con tendenza alla poltrona". [Come dar torto a Starace? Non si pensi alla poltrona Frau. Qui il Segretario del P.N.F. dal suo punto di vista aveva ragione.]

[5]  Spesso con la camicia nera viene indossato un pantalone a righe,residuo del tight! Il commento è superfluo.  [Anche qui aveva ragione,secondo codice di partito ed "estetica" conseguente.]

[6]  Il

La didascalia recita:"L'ultimo istante di Starace.Le sue spalle sono scosse da un brivido e il primo colpo della scarica dei fucili partigiani è già partito".

(clicca per ingrandire)

Secondo alcune fonti Starace faceva footing, per dirla con linguaggio moderno,quando fu riconosciuto per strada da alcuni partigiani.Non aveva preso alcuna cautela,alcuna precauzione ritenendosi da tempo fuori  -out diremmo- rispetto al regime,dal quale anzi si riteneva perseguitato.Un po' diversa è la versione dell'anonimo barese:"Verso la fine dell'aprile 1945 scoppia l'insurrezione.Starace si stropiccia le mani,tutto contento.Non è egli una vittima di Mussolini? Corre a casa ed indossa una tuta di atleta.Vuole correre in piazza.Si sente partigiano.Mentre i familiari cercano di richiamarlo alla realtà,suona il campanello.Sono due autentici partigiani,che vengono a prelevarlo. -Benissimo,fa Starace, così chiarirò la mia posizione.E se ne va con loro." Il libello racconta (p.13) di un mezzo collasso avuto da Starace in piazzale Loreto,alla vista del "cadavere di Mussolini che poggia il capo sanguinante sul petto nudo di Claretta." "Sta per cadere al suolo.Un partigiano lo fa rinvenire con un pugno vigoroso e gli annuncia che di lì a qualche minuto egli sarà fucilato. -Se tra qualche minuto debbo morire,perché mi prendi a pugni?",dice Starace." "Un fotografo è pronto a fare scattare il suo obbiettivo.Starace,che lo vede,automaticamente,incoscientemente,per la lunga abitudine,atteggia le labbra al sorriso,a quel sorriso che lo fa somigliare tanto all'attore vernacolo Agostino Salvietti (p.14) [cfr.Caviale e lenticchie (N.d.R.)].Poi si ferma,voltando la schiena ai fucili spianati.La scarica si abbatte e il suo corpo viene posto sopra gli altri che giacciono ammonticchiati sotto la tettoia."

 

ULTIME FOTO PER UN ALBUM PERDUTO

Molti anni addietro ormai,nei primissimi anni Ottanta,parlando in un torrido pomeriggio d'agosto su una spiaggia jonica con donna Fanny Starace Stajano,figlia del gerarca,ebbi modo di conoscere una piccola vicenda familiare di interesse però "generale",direi nazionale.Nel clima bellico di fughe e di traslochi,di separazioni e di distanze,accadde che il Maresciallo Rodolfo Graziani si adoperasse per mettere in salvo beni della famiglia.Starace.A tal fine mise a disposizione un camion (militare?) su cui fu caricato quel che si poté salvare o si ritenne doversi salvare.Non ricordo quale fosse il "percorso salvifico" di questo viaggio:da dove partì il camion? Dove era diretto? Tra il materiale trasportato vi era una DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DI ECCEZIONALE INTERESSE SUL VENTENNIO E SULLA CAMPAGNA D'AFRICA,"presa di GONDAR" inclusa. Ebbene tutto ciò andò perduto,quegli Album non arrivarono mai a destinazione.L'amarezza legittima e più grande della "figlia di Starace" si accompagna a quella di ogni italiano curioso di léggere,anche visivamente,un periodo così drammatico della nostra Storia.

 

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Ecce Lecce: Irene Ceneri: ecce Lecce

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (07/02/2008 - 15:23)






Se a Roma -e nel resto d' Italia- è Quaresima, nel milanese si festeggia il Carnevale ambrosiano.

 


Ecce Lecce,

 

Irene* Ceneri,

ecce Lecce...

                         (i palindromi di gipo,Milano)

*In una Chiesa fastosa del barocco  leccese, la chiesa di sant'Irene -patrona di Lecce nel Seicento- sul vecchio e una volta frequentatissimo corso Vittorio Emanuele,sul finire degli anni Cinquanta partecipai a una funzione religiosa del "mercoledì delle Ceneri".Carnevale e Quaresima venivano vissuti con un senso oggi ignoto ai più.

**Benedetto XVI e il "Mercoledì delle Ceneri",in Google.In questo mio post di certo si è verificata una conversione spazio-temporale e tecnologica.Spaziale perché unisce luoghi tanto diversi e distanti: Milano,Lecce,Andria e Molfetta,e il Queensland in Australia,The University of Queensland... Temporale perché visita il secolo scorso, attraverso pagine riportate alla luce, e conversione tecnologica per la linkata proposta di lettura dei miei palindromi.

A un'amica australiana un mio palindromo "quaresimale":

Ami sera? "UQ"...  Quaresima.

 

Gioco in maschera.maschere in gioco.

 

Una pagina di un "introvabile" libro del secolo scorso. Quanto sopravvive del "Mercoledì delle Ceneri",del tempo di Quaresima,nelle città italiane e nelle aree metropolitane,segnate dai tempi del "consumo esibito" e del "consumo negato",frustrante e del "consumo abusivo",scippato strappato,malavitoso,banditesco?Quanto "spazio" c'è oggi,tra le mascherate tribolazioni di una sincopata modernità,per il "tempo della preghiera" e le veglie di preghiera nel "tempo televisivo" marcato dal  "tempo pubblicitario"? C'è spazio e voglia -cioè luoghi e ancora tempo-  per il "tempo religioso cantato",come pratica cantata e come tempo d'ascolto interiore?  La vera novità è forse oggi rappresentata nel nostro Paese dal tappeto di preghiera,segno di una presenza musulmana non ancora travolta dalla "religione del consumo".Da un altro versante,la stessa "religione del consumo" è vista come elemento unificante,globalizzante della nostra epoca.Ma l'equilibrio tra consumi e risorse è tutt'altro che facile,e non è facile quello tra risorse e pressione demografica,e nemmeno quello tra pressione demografica esterna e perdita di identità interna per vistoso calo demografico,in paesi affetti da egoismo senile.

 

 

 

Il magnifico Duomo di San Corrado,nel Borgo antico di Molfetta.

[ivi   ire   Muti = "itumeri  ivi] [Cfr. Un palindromo italo-latino di gipo,2005.*L'approccio musicale attraverso un "percorso diverso": handicap e suono.Handicap & Innovation]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' "Ti-tè"?

Ero lo Dolore...

E' Ti-tè!

                      (i palindromi di gipo,Milano)

 

 

 

 

"Di passaggio per Andria: Le Ceneri" recita il titolo di una poesia del molfettese  Giacinto Panunzio (1889-Roma?1979c.a), Poesia 1906-1930,pp.1-208, Cappelli,Bologna,1930,pag.127.Gioacchino Poli,"zio Gioacchino",nato a Molfetta nel marzo 1853,andriese d'adozione,morì a Bari nell'agosto del 1924. "Morì d'Agosto per le vie di Bari" canta un endecasillabo sciolto dell'affettuoso Panunzio,ricco di affetti tra geometriche dediche"A tutti i cari che mi son morti,/ A tutti i cari che mi son vivi." Il '24 è l'anno del delitto Matteotti e della "svolta autoritaria" del Fascismo.Nel giugno del '24 muoiono Matteotti e Franz Kafka.Lo stesso Kafka  ("la cornacchia" in ceco) aveva scritto in quell'anno Giuseppina la cantante o il popolo dei topi.Tre sorelle dello scrittore,Valli Elli ed Ottla (Ottilia),moriranno un ventennio  dopo nei lager nazisti.Negli ultimi mesi di vita,una dolorosissima laringite tubercolare impedisce allo scrittore di parlare e,alla fine, di inghiottire.Si esprime attraverso biglietti di conversazione,un po' come,per diverse ragioni,faceva  Beethoven con i suoi Quaderni.Corregge le bozze dell'ultima raccolta di racconti di  Un digiunatore (Ein Hungerkunstler) quando non gli restano che pochi giorni di vita.Specificamente,il 1924 è anche l'anno della Politica in nuce di Benedetto Croce,che allargherà il solco con lo statalismo gentiliano,pubblicata a Bari da Laterza,a parte altre Quattro Lezioni del Breviario di Estetica,già  del 1912 dello stesso Croce,sempre "barese e laterziano".A don Benedetto mi ha condotto proprio il citato Panunzio "cantor di famiglia" con queste poche righe che tracciano tutto un percorso di piccoli  affanni idealistici e poetici: "Sottoposi più tardi,studente il 3° anno di legge in Napoli,tutti i miei primi versi a B. Croce,cui nel novembre 1909 mi presentava il conte Eustachio Rogadeo,amico della famiglia di mia madre Donna Giuseppina Poli". Per un attimo dimentico il saldarsi di donna Giuseppina Poli alla Giuseppina cantante kafkiana del popolo dei topi.Ma il conte Eustachio Rogadeo nossignore,quello non posso dimenticarlo,quel conte che introduce alla Maestà dell'uomo di Pescasseroli  (op.cit.,pag.6,Per le mie nozze d'argento con la Musa).Eppure il Rogadeo in famiglia non spunta dal nulla.La mia collezione di santini lascia più di una traccia vergata Sylos,Sylos Labini e Sylos Calò e costoro conducono a Bitonto ed ecco la sede della Biblioteca comunale essere ospitata nello storico secentesco  palazzo Rogadeo.Non si confonda il Museo,intestato ad altro Rogadeo,con la Biblioteca civica.E'nella Biblioteca civica che rispunta l'Eustachio il terzo di famiglia,con tutto il peso di 55.000 volumi: una cosa veramente degna della Maestà crociana.E dire che il conte si era limitato a pubblicare a Trani,nel 1910,presso Vecchi, soltanto dei Manoscritti inediti.E' bene però reinstallarlo l'Eustachio III,con il dovuto rispetto,nell'avito palazzo,per le antiche scale.

(Clicca per ingrandire e leggere testo)

E zio Gioacchino ripensa a Molfetta:

"Che stanotte tè-tè fa per via Borgo

La tromba...  (è morto tomo in Carnevale)

E annunzia l'epopèa tradizionale:

Un primo odor di...  Settimana Santa.

E va e va la croce pel paese...

La tromba piange e da tutte le Chiese

Lo scampanìo notturno le risponde

                                          Cose profonde".

Voci correlate.

1.-P.P.Pasolini,Le ceneri di Gramsci,1957.   2.-Goffredo Parise, Il crematorio diVienna,1969 /  Cfr. "33 brevi prose narrative".

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Benedetto sia quel Nome,sedici volte Benedetto

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (18/01/2008 - 16:13)






Giandante X.Matita su carta.Studio 1940?

In questo blog si è già fatto riferimento alla vita marginale ed emarginata di Giandante X  (1899-1984),anche autoemarginata ,al rifiuto del suo nome non solo ma persino della sua identità anagrafica,con atti anche clamorosi che sfiorarono l'autolesionismo.Un viandante difficile e scontroso insomma Giandante X,nelle sue peregrinazioni umane e artistiche.GiandanteX cercava una sua verità non di comodo,in tempi in cui le verità di partito,anzi del Partito erano a portata di mano e di... portafoglio.

La scelta di questa immagine è dovuta a quell'uomo chino, che sulle prime sembra stia cercando qualcosa o raccogliendo qualcosa, ma forse sta piantando nella terra qualcosa,un seme che è una speranza,la speranza di una nascita e di una rinascita.L'uomo appare intento verso il suolo,non c'è alcuna fretta nel suo gesto,tutto il suo essere è proteso ma non teso se non nell'interiorità di un atto esteriore ed esterno,che si svolge -c'è da giurarlo- all'aria aperta,in un campo. Il corpo è raccolto e il capo non contiene distrazioni.L'azione è lenta,misurata,concentrata.Non è forse quest'atto, umile e solitario,un atto religioso?

Ultimo colloquio di S.Benedetto con S.Scolastica.

Collezione di santini / Archivio privato Gioacchino Poli.

Sul verso è curiosamente annotato "a penna",con macchia d'inchiostro:"Eugenol   Calabrese Sciroppo Balsamico del Cav.Carmine Calabrese      Barletta". Chissà...  forse, con italico comportamento, qualcuno aveva sì affidato le sue speranze a S. Benedetto e S. Scolastica  -DUE è meglio di uno?- ma poi si era rivolto anche allo sciroppo dello stimato Cav. Calabrese. O forse il santino era stato usato come carta per annotazione da tenere in bella evidenza,da non smarrire.

Ma,in fondo,la preghiera non è anche un balsamo? Il santino attiene alla preghiera.E la breve nota,l'appunto per così dire farmaceutico letto sul verso del santino presentato e fedelmente trascritto qui sopra attiene a uno sciroppo balsamico.Le due cose,apparentemente distanti,di cui si è anche cercato di dare una interpretazione:associazione mentale o casualità? sono in realtà meno distanti di quanto possano apparire a prima vista.La preghiera,negli ultimi decenni,è stata via via accantonata e addirittura irrisa.Persino pubblicamente,dai mass-media, è stata fatta oggetto di sarcasmo,come cosa inutile,atto facente parte di comportamenti tipici di "beghine" in via di estinzione.Ma lo stesso termine di beghina,affermatosi in senso spregiativo,potrebbe invece fare riferimento agli antichi beghinaggi del Belgio,comunità di pie donne oranti sorte in Belgio nel XII secolo e sopravvissute sino ai nostri giorni nello stesso Belgio e in Olanda.La preghiera può essere un balsamo e può rappresentare una ricerca di rapporto in senso verticale,uomo -Dio, e orizzontale,uomo-uomo... Non si capisce perché i centri di potere politico,economico,culturale e consumistico debbano via via espropriare ogni angolo di vita per imporre varie forme di controllo secondo valori egemoni.Salvo poi in alcune circostanze a pentirsene, per la fragilità e inconsistenza di quei valori.

Stesso discorso vale nei confronti di certo mondo monastico.Delle cosiddette monache di clausura si accettano con qualche sorrisetto "pregevoli manufatti residuali" di ricamo o di gastronomia:"pesci natalizi" o "agnelli pasquali" di pasta di mandorle,cassate alla  siciliana e marmellate e dolcetti nuziali.Provate a immaginare Clarisse o Carmelitane Scalze piegate sul restauro di antichi ricami destinati a rinverdire status di nobiltà per fragili matrimoni cattolici celebrati "in pompa magna" per poi naufragare nelle attizzate lotte legali e notarili.Piegate sul ricamo le Clarisse vanno bene.Le Carmelitane,immaginate in ogni tempo e luogo e circostanza scalze,vengono ancora definite brave.E gli arredi sacri -sacri al fasto e  alla festa-  come pensate si siano potuti salvare se non attraverso il lavoro (extra-sindacale?!) di monache devote? Anche tanti arredi di palazzi patrizi devono la loro sopravvivenza all'apporto alacre delle monache: tende e tovaglie,coperte e veli da messa,lenzuoline da battesimo e guanciali,camicie preziose di carnalità devota e fazzoletti per bara da ultimo viaggio. Tutto un mondo di piccolo artigianato di qualità sembra giustificare in extremis  l'assurda vita della "clausura".Ciò perché in qualche modo "rientra" il concetto di utilità,utilità di una economia residuale,marginale ma pur sempre economia.In qualche modo le monache,quelle monache,servono a qualcosa.Pian piano addirittura,nell'Europa di oggi,potrebbe delinearsi una mappa di questo artigianato mistico o para-mistico.Ceste e oggetti in rame,sculture in legno e terracotte e recipienti in canna fanno da corona al panorama dei ricami a intarsio,dei tessuti al telaio,del macramé e del ganchillo.Ma esaurito l'excursus del o "nel" mistico "irriso ma utile",si arriva al nòcciolo della questione: vita attiva e vita contemplativa...  Il dualismo Attivo/Contemplativo non è in realtà per nulla ammesso,accettato.Tutto ciò che è "attivo" sembra quasi avere il lasciapassare della positività e,viceversa,tutto ciò che attiene al "contemplativo" è visto come passivo,negativo,parassitario.Quindi intanto da biasimare e deridere,e poi da conculcare,eliminare,spazzar via,dimenticare...  Il mondo rifiuta il mondo della clausura che a sua volta rifiuta il mondo.Il doppio cerchio sembra chiudersi con una doppia inclusione/esclusione.

Tombolo devozionale.-

(Manufatto della signora Anna Aufiero,originaria di Montefusco,Avellino.)

Foto di Tyle Turcato.

Ma la preghiera  -giudicata inutile dai più-  ecco che opera un effetto profondo.Da cosa parte la preghiera?Da un bisogno,che viene però in qualche modo "attivato" da una "vita specchiata",altra da noi.La preghiera sorpassa,aggira,rompe,frantuma le coordinate spazio-temporali.Esiste forse lo Spazio circoscritto se io mi raccolgo in preghiera,da solo o con altri, nel luogo profondo da me vissuto in quel momento per un fine che riguarda altri uomini in altri luoghi da me distanti? No,non esiste.Ed esiste forse un tempo,se io medesimo -da solo o con altri uomini- finalizzo la mia preghiera verso qualcuno vissuto anni prima o decenni o secoli? No,il tempo non esiste. E non esistono nemmeno,se lo voglio -da solo o con altri-  differenze di razza e di religione,di sesso o di età,di condizione sociale,economica ecc. Esiste o sembra esistere o dovrebbe esistere o è possibile che esista,in un dato momento, una Comunità di oranti  emanante una duplice dimensione:verticale verso l'Alto, e orizzontale verso la comunità  non disgregata dei peccatori. La preghiera è unificante e trascende di sicuro la povertà dell'io,la limitazione dei luoghi e le offese del tempo e dei tempi.Nel momento della preghiera non potrò ascoltare nessun proclama di dittatore,nessuna voce da imbonitore,nessun detto farneticante,nessun politico per sé inneggiante,nessuno spot per l'acquirente,nessun invito falso-suadente,nessun messaggio all'arrabbiata,nessun sondaggio all'intruppata,nessun distinguo tra questo e quello,niuna pretesa che "lui è il più bello",l'Insondabile è raggiungibile,il raggiunto è illegibile,il già letto è intrasmissibile,il non-trasmesso è rivivibile,l'occultato è manifesto e il manifesto è inservibile,il servo è servito e il cibo è consumato.La mia preghiera tutti raccoglie.E come il vento disperde le foglie.

 

 

 

 

O Iddio: Roma Amor*? O Iddio!

                                (i palindromi di gipo,Milano)

*Ascoltai di persona  -spettatore televisivo mèmore di quei gesti e di quella voce,attratto da Lui,non distratto- papa Giovanni Paolo II,in uno dei suoi ultimi discorsi,citare il palindromo "Roma Amor".Poco tempo dopo, Roma seppe accogliere milioni di fedeli accorsi da tutto il mondo a testimoniare l'affetto e l'amore verso il Pontefice (eletto e consacrato nell'ottobre del 1978 /1920-aprile 2005),grande testimone mediatico  del nostro tempo anche nella sofferenza,coraggiosamente vissuta e offerta.

Cassetta postale.-E' neo-contestualizzata la Cassetta postale che presentiamo accompagnata a una nostra casella di posta.Il FLUXUS della titolata Casella costituisce un puntuale riferimento al fluxus mediatico dei nostri giorni.E l'  S.P.Q.R. è pertinente riferimento alle note e tormentate vicende romane.

quovadis_@virgilio.it

Giandante X.Matita su carta.Studio,1943.

Gruppo di uomini vanno con soma.In questo studio di Giandante mi ha sempre colpito il comune destino di questi uomini,costretti ad andare con pesi,con fatica.Non sono certo turisti costoro.Non sciamano bolsi e banali su percorsi da collezionare.Vanno verso una meta carichi di qualcosa.Non si guardano attorno,non contemplano paesaggi,non parlano nemmeno tra loro,non cantano.Vanno verso una meta obbligata.Per lavoro o altra necessità.Forse sono migranti,forse vanno verso un confine o hanno già varcato un confine.Forse hanno subìto aggressioni o discriminazioni.Vanno con la loro soma,come somari,non certo  ignoranti bensì consapevoli d'essere bestie da fatica.Le spalle sono curve,il passo è quasi di marcia,comune anche se non cadenzato,avanzano tutti con il piede destro,come se si fossero mossi senza incertezze,inciampi di sorta o tentennamenti a un comando condiviso dato da un "uomo responsabile" della loro condizione presente e dell'immediato futuro."Andiamo!",avrà detto.Quell'uomo è in primo piano ed appare gigantesco,quasi smisurato.La sproporzione con gli altri non dev'essere soltanto fisica.

 

Appendice bibliografica.

1.-Giovanni Secco Suardo (1798-1873), Storia e tecnica del Restauro delle Opere d'Arte.

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Icone di guerra,icone di pace

di <$memo e Memo remo, il pendolo della memoria$> (29/12/2007 - 22:51)




Due immagini opposte: l'una di uomini ancora nemici,divisi,lacerati dal Conflitto mondiale eppure avviati verso il cambiamento e la Pace,bene supremo dell'Umanità,avviati anche verso la faticosa conquista delle Istituzioni democratiche; l' altra l' immaginetta di una Prima Comunione,non un'immaginetta qualunque -la mia- e non di un giorno qualunque,il 20 maggio 1945. Le due icone sono assolutamente originali.La prima la devo a mio padre,ottimo fotografo dilettante che  riuscì a inquadrare perfettamente -con la sua gloriosa Zeiss- non soltanto una polverosa via Gioacchino Poli "solcata" dalla fiumana dei carri armati britannici ma anche un paio di  balconi di casa Poli. La seconda la devo,nonostante tutto,alla mia strana fede conservativa per le cose modeste,apparentemente inutili e di scarso o nessun valore.Del resto mia madre era solita dire,commentando con un sorrisetto nel suo bel dialetto leccese,che "davo valore a tutto".Nell'immaginetta,tra l'altro,non si fa nemmeno riferimento al fatto,non trascurabile,che si tratta di una Comunione Prima,fondamentale per l'inizio della vita di un cristiano.Sta di fatto che le due icone hanno attraversato traslochi,guerre mondiali e civili,migrazioni,deflagrazioni pubbliche e private,benedizioni e maledizioni,azioni e reazioni...  per approdare a riflessioni ed emozioni non effimere.Tanto mi basta.                  (gipo,Milano)

 

Zeiss,qualcosa di tedesco cattura per sempre gli inglesi vincitori!
 

Andria,via Gioacchino Poli, foto Zeiss Riccardo Poli,settembre 1943.

Carri armati dell'VIII Armata britannica entrano in Andria il 26 o 27 settembre del 1943.Il 22 erano entrati a Bari.Con molta prudenza si avvicinarono ad Andria  abbandonata dai tedeschi in ritirata.Il primo di ottobre entreranno a Foggia,già rasa al suolo da tremendi bombardamenti aerei.Mi trovavo con i miei sul balcone centrale di casa.Mio padre scattò la foto con la sua Zeiss dal balcone più a nord,inquadrando una domestica che osservava attentamente la scena sul balcone opposto.Mi sembra di ricordare, come in un flash della memoria,che la ragazza con un significativo e rapido gesto,tra il liberatorio e il festante,si tolse il grembiule per applaudire il Nuovo che avanzava.Un'epoca era finita.

Cittadino europeo di oggi,di quali avvenimenti ero spettatore o testimone diretto o indiretto -radio,giornali,commenti di parenti e amici,ricostruzioni dei fatti a posteriori- quel 20 maggio del 1945? Ebbene,come dire da meno di due settimane,il 7-8 maggio, la Guerra in Europa era finita.Il generale Alfred Jodl aveva firmato la resa incondizionata della Germania nazista.22 giorni prima Mussolini era stato giustiziato e appeso con la Petacci e altri gerarchi in piazzale Loreto,dove era stato fucilato il salentino Achille Starace,ben conosciuto dai miei e da mio nonno sin dai tempi della Grande Guerra e in epoca quindi pre-fascista.Hitler ed Eva Braun si erano suicidati venti giorni prima e Heinrich Himmler cercava con un gruppo scelto di SS di farla franca.Ma,come dire dopodomani il 22 maggio,sarà catturato dagli inglesi e il giorno 23  il Reichsfuhrer-SS  si suicida,come avevano fatto Goebbels e altri nazisti e come farà Goering durante il processo di Norimberga. Di suicidio in quei giorni sentivo parlare molto spesso e i giornali sfornavano in continuazione versioni sulla fine di Hitler, di Mussolini e Claretta ecc ecc.Bambino di 8 anni,ho poi cominciato -tra i 9 e gli 11- a leggere con assiduità i giornali,un po' per tener dietro alle agitazioni sempre più frequenti di mio padre e un po' per mie curiosità personali, con il Processo di Norimberga  e con la prima guerra tra arabi e israeliani,appena nato lo Stato d'Israele.Prima che nascesse,ricordo attentati ebrei contro soldati e ufficiali inglesi,apparato militare del Governatorato britannico.Ma ritorniamo all'oggi:una pronipote di Heinrich Himmler (il nonno Ernst era fratello del Capo nazista e nazista "ben celato" lui stesso negli anni del dopoguerra) è una docente di scienze politiche ("studierte Politikwissenschaft") e signora ,oltre che molto determinata,non priva di dolcezza e affabilità.Come il celebre pro-zio aveva organizzato lo sterminio di massa del popolo ebraico ecco la storia rovesciare le carte:la pronipote sposa un cittadino ebreo dello stato d'Israele.La signora Katrin Himmler  -in quanto  docente e in quanto protagonista di una vicenda UNICA non ha voluto rinnegare nulla del passato familiare e quindi nemmeno il suo cognome- ha raccontato in TV che la futura suocera entrando nella sua casa e scorgendo una foto del Reichsfuhrer-SS si  limitò a scostarla,allontanandola da sé.Le poche parole e le intensità dei gesti sono spesso direttamente proporzionali alla ricchezza dei contenuti,all'altezza e profondità dei valori,alla fermezza dei propositi.Tutto ciò mi riporta alla mente una celebre interrogazione dello storico francese Jean Chesneaux: Du passé faisons table rase? L'immaginetta di quel 20 maggio 1945 è un'icona-ponte tra la guerra e la pace.In Asia si continua a combattere e anzi c'è da aggiungere che,al momento,l'umanità  sta inconsapevole sulla soglia  -ma senza entrarvi- dell'Era Atomica.Stava per farlo: in certo senso "il peggio" doveva ancora accadere.Accadrà il 6 e il  9 agosto con le due Atomiche su Hiroshima e Nagasaki.Tanto i fatti,gli eventi tedeschi erano spesso descritti,"narrati" da parole composte interminabili,ostiche,aspre,persino buffe per noi italiani quanto gli eventi anglo-americani trovano il racconto di una lingua rapida,liquida,musicale e jazzistica che sembra imbellettare  vitalisticamente ogni catastrofe.Ma ormai gli inglesi hanno ceduto il passo ai formidabili cugini d'oltre-oceano.Sono gli americani i padroni del pianeta. I giapponesi carbonizzati,liquefatti,inceneriti,arsi e torturati -nei cadaveri e nei sopravvissuti- da DUE MOSTRI ORRENDI lo saranno a opera di due nomignoli da commedia musicale,roba da Broadway: Little Boy il 6 agosto 1945 e Fat Man su Nagasaki tre giorni dopo.Via,chi può pensare che la modernità che avanza non abbia veramente qualcosa di diverso dagli orrori precedenti? Little Boy e Fat Man invitano al ballo.E si comincerà a ballare.La rivista,non solo la Grande Rivista ma anche l'Avanspettacolo avranno il loro periodo d'oro.A Trani e a Bari le ragazze del varietà erano generose di NUDO per i maschi famelici.Mio zio Giacinto,scapolo scapolone a vita, mi conduceva sempre all'avaspettacolo dove tutto finiva in baldoria "sfrenata".Quell'immaginetta della mia Prima Comunione si è subito mescolata con la Comunione del Tempo.A pensarci bene -chiunque può controllarlo- sull'immaginetta non c'è scritto Prima e nemmeno Comunione.E' ancora forse una Comunione di Guerra,che può essere la prima e anche l'ultima.In testa c'è una preghierina di tre righe introdotta dal vocativo O Gesù, valido in ogni tempo e per tutti gli uomini,bianchi o neri,europei  o americani , cinesi o giapponesi... poi si fa appello alla fede,alla speranza e alla carità,scritte in minuscolo nonostante fossero tre virtù importantissime,dette Teologali.Ma non è un errore del tipografo,un leccese bravissimo che aveva bottega vicino alla vecchia piazzetta Fanfulla.Le virtù vanno scritte in minuscolo e in maiuscolo invece il pronome Tua,perché ciascuna di quelle virtù è soprannaturale e proviene da Dio.E sono infuse nell'uomo da Dio.Soltanto nell'ultima riga dell'immaginetta si legge Istituto Argento,espressione che dirà poco o nulla ai profani e molto o moltissimo a chi vi fu educato.Io vi fui educato -tra guerra e dopoguerra- per un quinquennio,tre anni di elementari e due di medie.Fondato da un padre gesuita nel 1888,a metà degli anni Sessanta,per il ritiro "strategico" dei Gesuiti,trovò il "nuovo destino" segnato dai Tempi Nuovi.L'edificio fu acquistato dalla Provincia di Lecce e destinato a sede della Biblioteca Provinciale "Nicola Bernardini".Subì una ristrutturazione che non mi piacque per nulla.Entrato a trovare un mio cugino bibliotecario,sulle prime inorridii per tanta funzionalità priva di anima.Soprattutto mi fecero orrore gli infissi delle finestre che "davano" sui cortili esterni,quelli del gioco e della sana ricreazione e delle violente,accese dispute calcistiche tra convittori ed esterni.Della Cappella ricca di canti e di musiche sacre variamente concertate,di fughe di Bach e di piccoli prodigi all'organo dotato di una stupefacente strumentazione  ingigantita dalla mia ignoranza e dalla mia fantasia,non volli mai chiedere.Non chiesi mai dove fosse finito l'accoglientissimo  cinema-teatro dove i Padri Gesuiti -le vie del Signore sono davvero infinite!- fecero debuttare un rigoroso  e già bravissimo Carmelo Bene, appena iscritto all'Accademia romana, da cui fu espulso poco tempo dopo.Il divin o diabolico Carmelo presentò allora L'uomo dal fiore in bocca di Pirandello e uno squarcio del Cyrano de Bergerac di Rostand,con duello in scena e l'atteso "alfin della licenza io tocco!".  Ho ancora nelle orecchie il pirandelliano "epitelioma" musicato dalla sua voce.Nella Cappella del Collegio appresi della sciagura di Superga.Vidi i ragazzi tanto più grandi di me piangere a dirotto."E' morto anche Bacigalupo?",chiedeva uno,e giù singhiozzi.Arrivava un altro in ritardo alla Messa e qualcuno gli sibilava,testa bassa e mani giunte,guardando il pavimento:"Mazzola,è morto Valentino".L'iperbole del piangere come una vite tagliata mi fu chiara in quel giorno.E  anche il fascino inspiegabile del gioco del calcio.Da lì nacque la mia  confortante e pregevole "malattia" di tifoso...  Maledetta ristrutturazione! Distrutta la cameretta da proiezione del Cinema dove salivo a sbirciare  le magiche"pizze" quando la pellicola si rompeva? E mi guarderò bene dal fare confronti con il Tornatore di Nuovo Cinema Paradiso... Per salire lassù la magia era a un tempo profana e mistica.La potenza di quella luce,a riparazione effettuata,quasi soprannaturale.Quasi.Ho fatto attendere le virtù teologali:la fede,la speranza e la carità.Pazienti virtù infuse dal mio Dio.                    (gipo,Milano)

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