Il termine il Cespo nasce per caso. Era infatti il titolo di un libretto riservato agli studenti della quarta elementare e che si occupava di Scienze. L’editore era “Il Vaglio” di Milano. Il libro spuntò fra vecchie pubblicazioni dell’immediato dopoguerra e divenne il titolo di un giornalino scritto a mano. Il primo numero è dell’estate del 1975, in cui si raccontavano gli avvenimenti del piccolo paese di Onna . Il giornale, fatto ancora in maniera artigianale, viene ancora oggi “pubblicato”. Il Cespo ha anche un altro significato , ed è quello a cui è legato il Centro Culturale che ne porta il nome. Cespo inteso come radice, come ciuffo d’erba. Qualcosa insomma legato alle origini, alla propria storia. Un legame forte con la propria terra a cui , durante la vita, qualsiasi cosa accada non si può rinunciare.
Eco Voce oreZero "ANNO ONNA!" oreZero... eco Voce

David Graux,L'eco di un sogno.Poster.
I terremoti infrangono,lacerano molti sogni,spesso trasformandoli in incubi.Sono anche occasione di solidarietà,di trasformazioni.Ma non bisogna esagerare con la retorica delle parole,occorre operare,se si può e si vuole,con la concretezza dei fatti e l'innovazione dei progetti. Altrimenti il vecchio sistema del malaffare ne approfitterà per speculare di nuovo sulle disgrazie altrui,convinto di poter contare sulla stanchezza e lo sfinimento delle classi subalterne,sull'arrivismo delle nuove leve,sulla spregiudicatezza di corto respiro o il cinico conformismo dei giovani,sull'assenza di cultura storica e scientifica nelle scuole,nel sistema mediatico e nella cosiddetta opinione pubblica.I terremoti rovinosi distruggono a volte,come le guerre -irrimediabilmente e per sempre- vite umane e opere d'arte,affreschi e quadri, sculture e arredi e "preziosi".In alcuni casi,l'arte del restauro fa "miracoli",ma sono sempre "miracoli costosi che richiedono anni e anni di lavoro".Alcune strade,alcune piazze e contrade,alcuni palazzi e cortili,alcune biblioteche e archivi,emeroteche e collezioni (fors'anche di oreficeria ecclesiastica?) troveranno nella voragine della distruzione la fine della loro vita terrena,del loro rapporto con gli umani.Altri "umani" sine ulla bona arte, sine humanitate, sine ingenio, sine litteris ecc. ecc. opereranno con la loro indifferenza e volgarità. La nuova vita si farà largo,imperiosamente.E nuovi sogni si legherano agli antichi.Qualche rétore prima o poi parlerà,con un colpo di tosse,di memoria storica collettiva,di patrimonio comune,condiviso.I terremoti rovinosi non accadono che a distanza di lungo tempo.Lungo è il tempo,e benedetto.
O Iddio!
annoda Madonna,
Eco Voce oreZero "ANNO ONNA!" oreZero... eco Voce
annoda Madonna,
o Iddio!
DATI SUL TERREMOTO DEL 6 APRILE.- I dati sono in continuo aggiornamento: TRECENTO ormai i morti? Circa 2000 feriti, 60-70.000 sfollati.Poi,dopo qualche giorno,dei feriti nessuno più parla.Delle sofferenze del ferito non vi è mai traccia,il ferito risulta fastidioso a molti,meno è autonomo e "leggèro" più ha la colpa d'esser grave,un peso insopportabile per tutti,un incapace reo di non esser morto.Insomma molti di quei feriti saranno stati dimessi,qualcuno saggiamente è morto,altri trascineranno la loro pena invalidante giorno dopo giorno.Sugli sfollati c'è stato un girotondo di cifre.A un certo punto mi sono rifiutato di aggiornarle.Ci dev'essere stata una salutare contrazione del biblico esodo.A migliaia devono aver trovato ospitalità da parenti esemplari per affetto e dedizione.Qualche reazione parentale si avrà dopo qualche tempo con improvvisi scoppi d'ira? liti e contrasti? Chissà.Nasceranno amori,i figli del terremoto... Relazioni adulterine,qualche omicidio tanto per gradire,tanto lavoro per gli avvocati,psichiatri speranzosi in un impiego di massa,preti predicatori "à gogo" e non è da escludere la comparsa di strani nomi all'anagrafe: la figlia Magnitudo,il figlio Ràdon,i gemelli Richter ed Epi... Il cagnolino Centro.
(gipo,Milano)
[video.gazzetta.it*/ Terremoto,il punto da Onna.Valerio Piccioni racconta la prima notte degli sfollati.]
SCIAME SISMICO SENZA FINE...
MILANO, 9 aprile 2009 - Ancora una notte di paura e di angoscia per le popolazioni dell'Abruzzo aquilano, già sconvolte dal violento terremoto della notte tra domenica e lunedì. Due forti scosse si sono infatti verificate alle 00,55, di magnitudo 4.3, e alle 2.52, con magnitudo 5.2, con epicentro L'Aquila, Pizzoli e Barete. Poi una terza replica, della stessa intensità circa della prima, alle 5.14.
Passano le ore e si continua a cercare sotto le macerie all’Aquila, ma dai detriti ormai si estraggono solo corpi senza vita. L’ultimo bilancio ufficiale parla di 279 vittime, ma circa 150 dei 1.500 feriti sarebbero in gravi condizioni e una trentina di persone sono ancora disperse.
[YouTube /Giuseppe Verdi,Requiem. Ascolta,vedi Claudio Abbado nel Dies Irae.YouTube]
CITAZIONI DANNUNZIANE.-In questi giorni molti (troppi?) in TV o sulla stampa fanno un grande uso di una celebre definizione di Gabriele D'Annunzio.La terra d'Abruzzo è "una terra forte e gentile", gli abruzzesi sono "forti e gentili".Anche personaggi poco propensi alla retorica improvvisamente si aggrappano a questa definizione come a un salvagente.Niente niente c'è "sotto sotto" un discorso di questo tipo?Caro mio,se sei un abruzzese veramente forte saprai sopportare per un po' d'anni (qualche decennio?) questo e quest'altro disagio seguìti a una catastrofe naturale "d'immani proporzioni"... Se sei poi,come tutti ci aspettiamo,inevitabilmente gentile... saprai accoppiare alla tua tempra una paziente attesa,fatta delle qualità tipiche della "tua gente",che non possono esaurirsi in una generazione ma che TU stesso,caro Abruzzese,provvederai a trasmettere ai tuoi figli e ai tuoi nipoti,tutti immancabilmente Forti,tutti costantemente silenziosi e Gentili.Le vostre opportunità non potranno che scaturire dalla vostre qualità,dalla vostra operosità,dalla vostra personale creatività.
Quanto a D'Annunzio inventò «La Rinascente». Un nome che era un messaggio di ottimismo che venne ben interpretato dai manifesti pubblicitari di Marcello Dudovich. [...]
Gioia della Resurrezione Suono di campane voce che trasvola sul mondo canto che piove dal cielo sulla terra nella città sorda irrequieta e nel silenzio dei colli. Suono che viene a te, a offrirti la gioia di ogni primavera a chiamarti alla rinascita, a dirti che la terra rifiorisce se il tuo cuore si apre come un bocciolo che ripete un gesto di amore e di speranza in questa chiara alba di Resurrezione. Gabriele D’ Annunzio Un Ex-libris di Giandante X per Walter Toscanini,figlio di Arturo,dal significativo titolo Seguendo il ritmo del sogno.Sul versus la scritta "Fecit Giandante 1930" Milano Italien (Proprietà del Ebbi modo di conoscere Giandante X nei primi anni Ottanta,qualche anno prima che morisse.Verdi l'ho amato da sempre,da quand'ero ragazzo.Abito nella piazza dove Verdi è sepolto,che cambierei per poche piazze al mondo,forse nessuna.Verdi interpretato da Toscanini è il massimo degli ascolti possibili,è il vertice l'apice la cima. Al Requiem di Verdi e al Dies Irae di Toscanini -come al Requiem di Mozart- ho pensato durante l'ascolto della cattiva musica televisiva propinataci ai funerali delle vittime del terremoto.Orribili poi mi sono sembrati i canti in italiano. [YouTube/Giuseppe Verdi,Requiem.Arturo Toscanini nel Dies Irae.PARTE PRIMA.YouTube] [YouTube/Giuseppe Verdi,Requiem.Arturo Toscanini nel Dies Irae.PARTE SECONDA.YouTube] *Cfr.Quid sum miser Rex Tremendae NBC Symphony Orchestra Robert Shaw Chorale Herva Nelli Soprano Fedora Barbieri Mezzo-soprano Giuseppe di Stefano Tenor Cesare Siepi Bass 21 Jan 1951
giornale d'istituto - alboscuole
Gioia della Resurrezione
webmaster).Giandante X,personaggio difficile,libertario sin quasi all'autodistruzione,scontroso e sostanzialmente anarchico,coerente nella sua "follia" più che stravaganza,ebbe vita travagliatissima ma non breve (1899-1984).Il suo stesso pseudonimo "Giandante", per chi lo conobbe,un viandante in eterno travaglio,faceva riferimento a un nome anagrafico incerto:Dante Persico o Dante Pescò?
L'AQUILA FERITA USGS Home [EPISODE 92]. L'Aquila.-Fontana delle 99 cannelle. Origine del nome (Da Wikipedia) Quando fu scelto il sito per la fondazione della città, si individuò un luogo chiamato Acquilis o Acculi o anche Acculae, per l’abbondanza delle sorgenti che vi si trovavano. La zona era in una posizione strategica tra i due poli entro i quali doveva nascere il nuovo centro urbano e cioè i due centri di Forcona e Amiternum. Acculi, vicina anche al fiume Aterno, corrisponde all’attuale Borgo Rivera, dove oggi si trova la Fontana delle 99 cannelle; al tempo della fondazione c’era lì una chiesa con un monastero, Santa Maria ad Fontes de Acquilis (o de Aquila). Fu dunque scelto per la nuova città il nome di Aquila, che riprendeva il toponimo già esistente, ma che richiamava anche l'emblema dell'aquila imperiale, secondo il Diploma di fondazione attribuito all'Imperatore Corrado IV. Nello stemma della città appare infatti un'aquila. Lateralmente appare la scritta “Immota manet” e inoltre l’abbreviazione PHS. Cosa vogliono dire? Il motto “Immota manet” significa “Resta ferma”. L’espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda. Il PHS è un vero mistero. Alcuni parlano di un errore di trascrizione del motto Iesus Hominum Salvator o del nome di Cristo (secondo San Bernardino); altri pensano che significhi “Publica Hic Salus”, cioè “qui [c’è] la salute pubblica”. [Il grassetto è mio.Lascia al lettore ogni tipo di considerazioni. (N.d.R.)] -Ricordate la storia aquilana delle 99 piazze,99 chiese e 99 fontane? Il 99,numero-simbolo della città abruzzese, è un numero palindromo. SI E' SALVATA LA STRAORDINARIA BELLEZZA DI SANTO STEFANO DI SESSANIO? E si è forse arrivati a uno dei due poli di studio che dovranno essere oggetto di serio approfondimento.A Santo Stefano di Sessanio le nostre TV,se non mi sbaglio,hanno dedicato un solo servizio specifico,peraltro interessantissimo.Al momento del servizio due soli edifici avevano subìto danni rilevanti e crolli,non essendo stati sottoposti a lavori di consolidamento ANTISISMICO innovativi.E' vero questo? o è stata esagerata la portata degli interventi del giovane imprenditore svedese Daniele Elow Kihlgren e di altri giovani amici? E' vero che a Santo Stefano non ci sono stati morti e feriti? L'altro polo di osservazione che balza agli occhi, in questi primi giorni successivi al disastro,è il caso di MONTICCHIO,paese giudicato "miracolato" in quanto distante soltanto 2 km. da Onna,rasa al suolo,interamente distrutta,emblema stessa del terremoto del 6 Aprile.MONTICCHIO (da non confondere con l'altra Monticchio,quella lucana dei Laghi di Monticchio,in Basilicata) la Monticchio abruzzese insomma non ha avuto né morti né feriti,il paese -1000 abitanti- è intatto,totalmente! misteriosamente! incredibilmente! integro nei suoi edifici e nelle sue funzioni. [Vedi VIDEO]
Memorie sul Tremuoto / Parte Seconda*
« ... e su questo terreno, traballante a ogni passo, dobbiamo fare il meglio che possiamo per vivere degnamente, da uomini, pensando, operando, coltivando gli affetti gentili; e tenerci sempre pronti alle rinunzie senza per esse disanimarci »
IL PALAZZO DEL GOVERNO DOPO IL TERREMOTO.
Un Palazzo del Governo non dovrebbe mai ridursi in queste condizioni. Ha affermato in TV Franco Bàrberi. "Perché,come l'Ospedale,è uno di quegli edifici strategici...". Anche il buon senso non può dargli torto.Si tratta di "edifici-chiave" che richiederebbero il massimo dell'attenzione nella scelta dei siti,nella tecnologia costruttiva,nell'eccellenza dei materiali impiegati,nella "pulizia" degli appalti,nella severità della normativa...
Ma il ministro dell'Interno Maroni ha subito replicato,con qualche ragione,in TV:"Le Prefetture hanno sede in vecchi edifici storici,molto rappresentativi".Sono leccese e non posso dar torto nemmeno a lui.La Prefettura di Lecce ha sede nello stupendo ex Convento dei Celestini,accanto a Santa Croce.E' uno dei siti più belli di Lecce e nella facciata e nello splendido chiostro interno.E' sede anche dell'Amministrazione Provinciale.Senza mancare di rispetto a sant'Oronzo che fa del suo meglio per proteggere la città dalla peste e dal colera,dalle guerre e dai tremuoti... sta di fatto che Lecce,per fortuna, non appartiene alle zone ad alta sismicità.Mi vengono i brividi a pensare cosa accadrebbe al barocco leccese (Prefettura inclusa) se dovesse condividere i rischi del barocco di Noto...
Ma in provincia di Lecce,a Nardò e a Lequile,nel 1743...
Terremoto di Nardò
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce di geologia è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
Il terremoto di Nardò fu un terremoto DISTRUTTIVO. Si verificò il 20 febbraio del 1743 nel Salento.
Alle ore 6.30 si ebbero tre forti scosse con epicentro nel Canale d'Otranto a circa 50 km dalla costa.*
Le maggiori distruzioni furono subite dalle città di Francavilla Fontana e di Nardò, in Puglia, dove raggiunse il IX grado della scala Mercalli, e da Amaxichi, una località dell'isola di Lefkada (Isole ioniche) in Grecia.
A Nardò vi furono 112 vittime[1] e subirono gravi danni la maggior parte delle chiese e dei palazzi. Il numero delle vittime, reputato scarso a paragone della violenza del sisma, fu attribuito all'intercessione di san Gregorio Armeno, la cui festa venne fissata nella ricorrenza del terremoto il 20 febbraio.
Note [modifica]
- ^ Il numero delle vittime è attestato dal "Liber mortuorum della cattedrale.
Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - "Purtroppo i terremoti non sono prevedibili". Lo ha detto Franco Bàrberi, presidente vicario della commissione nazionale Grandi Rischi in collegamento a 'Porta a Porta'. "Non ci si puo' piu' sorprendere dei danni dei terremoti, che facciano cosi' tanti crolli. E' ora di prendere atto -dice- che il nostro paese troppo tardi si e' occupato di ridurre il rischio sismico. Bisogna decidersi a destinare le risorse prima piuttosto che dopo".
E noi sì Visione...
Anno Onna*:
O motus su tomo
-ESSI RAPI'... I PARISSE!-**
O tomus su moto!
Anno Onna!
E noi sì... visione?
(i palindromi di gipo,Milano)
*Il paesino di Onna -400 abitanti a 582 m.s.m.- è una frazione di Paganica,centro di 7000 abitanti a 650 m. di altitudine.Sono i luoghi,i centri abitati, più colpiti dal terremoto.Paganica dette i natali a Edoardo Scarfoglio e allo storico Gioacchino Volpe.Ma il paesino di Onna aveva (ha ancora? lo spero) un Centro culturale e una biblioteca.Spero si siano salvati per affermare il primato della civiltà sulla desolazione del disastro,sull'annientamento della distruzione più cieca e crudele.Come non ricordare il grande filosofo e storico e critico letterario abruzzese Benedetto Croce colpito lui stesso nella carne viva dal tremendo terremoto di Casamicciola (Ischia 28 luglio 1883),avendo perduto entrambi i genitori e la cara sorella Maria? Ho letto con interesse e partecipazione un breve scritto di un cronista locale sulle due passioni da lui coltivate e tenacemente realizzate: fare il giornalista e il bibliotecario.Del resto,non avevo realizzato il post Memorie sul tremuoto,reale e metaforico del 24 dicembre scorso illustrandolo con il Bibliotecario di Arcimboldi? Il cronista dalle due passioni è Giustino Parisse,lo scritto sulla piccola biblioteca Nascita di una biblioteca,il centro culturale di Onna: CENTRO CULTURALE "IL CESPO".
**E' il palindromo più tragico,che non avrei mai voluto scrivere.Mentre disponevo i materiali di questa pagina,rileggendo articoli di cronaca,aggiornando dati e controllando qualche link... accade che io m'imbatta nella più atroce delle notizie... Proprio a Lui,a Giustino Parisse di cui avevo appena scritto,è toccata la stessa sorte di Benedetto Croce! Il terremoto ha divorato la sua famiglia, i figli Domenico e Maria Paola di 18 e 16 anni,il padre Domenico,mentre la madre è molto grave in ospedale.Qualcuno afferma che a Tokyo o in California lo stesso terremoto non avrebbe fatto nemmeno una vittima.Parisse sarà ancor più lacerato da questa problematica.La sua capacità d'indagine,le sue passioni,i suoi rinnovati affetti e il ricordo dei suoi cari scomparsi,i suoi libri,la sua biblioteca,la sua civile volontà di costruzione e ricostruzione lo salveranno dalla disperazione senza conforto.
La frazione dell'Aquila quasi rasa al suolo: si temono 50 morti su 400 abitanti
Tra i corpi quelli di due fidanzati in fuga d'amore. Si scava dove si sentono voci
Una fila di bare davanti alle macerie
il piccolo borgo di Onna non c'è piùdi GIUSEPPE CAPORALE
ONNA (L'Aquila) - E' l'odore del terremoto. Quel terribile velo di polvere che stagna nell'aria e avvolge tutto. Qui ad Onna non riesce a coprire lo scenario apocalittico della piccola frazione del Comune dell'Aquila uscita come da un bombardamento.
Onna non c'è più. E' una unica distesa di macerie, tra le quali non si riescono quasi a distinguere le linee dei vicoli del paese, e di macchine coperte di fango. La stima nessuno vuole dirla quasi a non volerla rendere ufficiale, ma in troppi pensano che dei quattrocento abitanti cinquanta siano morti.
(Continua: clicca su Caporale per leggere l'articolo)
(Clicca sulle foto per ingrandirle)
[Ascolta,vedi Bernstein nel Requiem di Mozart]
Lacrimosa dies illa...
..qua resurget ex favilla...
..judicandus homo reus.
Lacrimosa dies illa...
..qua resurget ex favilla...
..judicandus homo reus.
Huic ergo parce Deus...
..pie Jesu Domine...
..dona eis requiem...
dona eis requiem.
Amen.
[YouTube Requiem Mozart KV 626 -Bernstein]
Voci correlate.
1.-Tremuoti e terremoti,in Google. 2.-Terremoti e palindromi,in Google. 3.-Giuseppe Saverio Poli moti e tremuoti,in Google. 4.-Anno ONNA: rota... gemi... LimeGator: Anno ONNA! (i palindromi di gipo,Milano). 4.4.-'44:ANNO ONNA:'44 (i palindromi di gipo,Milano). 5.-Casella di riferimento:orezero@libero.it* 6.-Giustino Parisse,in Google. 7.-VIDEO Terremoto 6 Aprile 2009: VIDEO. 8.-USGS / SEISMIC HAZARD MAP. 9.-In cauda venenum (io stesso,del resto,sono uno scorpione): ecce "l'indecente" Santoro: RaiDue,AnnoZero.
PARTE PRIMA * "Copia e incolla" con quella pagina del 24 dicembre 2008...
IL TERREMOTO BUONO DI NATALE.- La terra trema.* Molto rumore per nulla? Ieri pomeriggio la terra ha tremato.E anche ieri sera,senza danni apparenti.Ma cos'è un ter
remoto? "Ci vorrebbe un terremoto!" Quando il terremoto è una metafora.
Il 23 dicembre 2008 -ANTIVIGILIA DI NATALE- la Terra aveva tremato anche a Milano.Io stesso,nel mio studio di piazza Buonarroti,avevo visto oscillare suppellettili e lampadari,avevo sentito -come altre volte in passato- lo stesso edificio preda di una leggera vertigine,un'ebbrezza alta da nono piano che gira in tondo,un giro di valzer mozzafiato un po' sinistro ma nemmeno del tutto spiacevole,uno stordimento antico a un passo dall'atavico terrore, che sembrava legare uomini e cose,muri e viventi -me e gli altri,me e il cane: abbaia? è tranquillo o agitato?- terra e aria,una drammatica e curiosa "unità".Mi affrettai a testimoniare il tutto con una pagina storico-rievocativa,non priva di senso dell'umorismo,visto che gli ITALIANI,se non gli cade la casa in testa,non fanno tesoro di nulla,e dopo qualche anno dimenticano tutto... o si abbandonano al più deprimente fatalismo.
memorie del terremoto e/o terremoti della memoria... i ristori dell'oblìo e/o l'oblìo dei ristori? tecniche di assorbimento e assorbimento delle tecniche ...il ballo del terremoto,terremoto con ballo,terremoto come ballo:il ballo della fine,l'ultimo ballo. -"Permette questo ballo?"
Terrae Motus... Motus Terrae. ITALICA TELLURICA E STORICA LISTA. Vedi,migliorane il contenuto,porta testimonianze...
Il 28 dicembre ricorre il CENTENARIO del Terremoto di Messina,ovvero Terremoto dello Stretto,che distrusse Messina e Reggio Calabria.Il terremoto infatti fu correttamente definito calabro-siculo.
Memorie sul tremuoto,reale e metaforico
I E noi, Zar**... bi Vibrazione? E' per Crepe? O motus su tomo! O tomus su moto: Emulò Volume? O tomus su moto, O motus su tomo... E' per crepe. E noi,zar, bi-Vibrazione...
(i palindromi di gipo,Milano) In Italia c'è una tendenza,mi è sempre parso di ricordare sin dalla fanciullezza,a una certa specializzazione dei Santi.Una santa terribile per gli esami,una Brigida per il mal di denti,quel santo protegge i naviganti -è lo stesso che aiuta i pescatori nelle tempeste?- santa Barbara ha a che fare con le esplosioni,i marinai sono protetti da qualche santo in paradiso,e vuoi che non lo siano gli aviatori? Ma le truppe d'assalto,quelle scelte,molto specializzate, hanno santi adeguati? A un certo punto della mia adolescenza-prima giovinezza mi sembrò che qualcosa non quadrasse nel mondo degli umani.I concorrenti dei Nostri,dall'altra parte della barricata,veramente erano sprovvisti di entità superiori? E perché mai? Il peggio del peggio,si sa, è "non aver santi in Paradiso",per questo si consumava,anche di recente nel 2007, qualche telefonata tutto sommato naive [?] a Cristiano Di Pietro ["penalmente irrilevante"? "Si distinguerà il grano dall'oglio!", [sic!] proclama (o gli fanno proclamare?) con evangelico e molto approssimativo ERRATO linguaggio*** il Tonino nazionale].Anche le prostitute avevano o hanno una loro protettrice:santa Maria l'Egiziaca.E qualcuno aggiunge,con una punta di sadismo "D'accordo,ma le prostitute redente"! O bella, ritorna sempre lo stesso concetto degli amici-nemici,se per qualche accidente ti trovi dalla parte sbagliata niente santi,nemmeno Santa Maria Egiziaca! E poi,non sarebbero proprio le prostitute "in attività" quelle maggiormente bisognose di protezione? O si vuole lasciare la protezione delle poverette ai loro infami protettori?Ma lasciamo alla volubilità della cronaca certe incombenze.Del resto anche i cronisti e gazzettieri -specie se pennivendoli prossimi allo stracciume- hanno bisogno dei loro santi:come tremendo ammonimento han fatto vedere l'altro giorno in TV un acculturato giornalista free-lance organizzare la sua giornata di neo-barbone tra le panchine desolate di una metropoli.Qui dunque si vuol ricordare la devozione secolare per lo specializzato Sant'Emidio e la storia,non priva di curiose e fatali assonanze, di Polimio Polisia e Poles Sant'Emidio,Vescovo e Martire,protettore della città e diocesi di Ascoli Piceno,"salvata dal tremuoto". (Clicca per ingrandire)
IVANA SPAGNA PER LA FESTA DI SANT'EMIDIO.Cosa lega il Santo e la cantante a Giuseppe Saverio Poli? Il Tremuoto! (leggi articolo linkato di Mina Cappussi."Quando il paese sprofondò in un immenso lago").Monteverde di Boiano (Campobasso). Lo scienziato molfettese G.S.Poli, morto a Napoli nel 1825,fu sepolto nell'Ospedale degli Incurabili,dove gli fu eretto un monumento.Il naturalista,fisico e medico pugliese, precettore (non soltanto scientifico visto che il Poli era un umanista tout court, "poli... edrico" per interessi e cultura) di Francesco I (protagonista "crudele" da lì a qualche anno -1828,con l'illustre precettore "sfortunato negli esiti" per così dire, scomparso ormai da tre anni- della dura repressione nel Cilento,per mano... manu militari di quell'ossimoro vivente etico e politico che fu il novello marchese,barlettano di nascita, Francesco Saverio Del Carretto:"liberal-reazionario"!) il molfettese dunque, già considerato in vita e poi ribattezzato Plinio Napoletano, fu anche tenente colonnello comandante della Reale Accademia Militare Nunziatella nel quadriennio 1801-1805.Come Istruttore per gli allievi del Battaglione Real Ferdinando scrisse Lezioni di Geografia e di Storia Militare. L'opera più famosa e imponente del grande naturalista e fisico molfettese Giuseppe Saverio Poli (Molfetta 1746-Napoli 1825) è Testacea Utriusque Siciliae eorumque historia et anatome tabulis aeneis illustrata ab Equite ac Commendatore Iosepho Xaverio Poli FRANCISCI I.P.F.A. Institutore; Tomus tertius posthumus cum additamentis et adnotationibus Stephani delle Chiaje, 3 voll., 1791-1827,edita a Parma con i tipi bodoniani,nel corso di molti anni (1791-1797,i primi 2 voll.),sino alla scomparsa e del Poli e del Bodoni.I due furono accomunati dal fatto di non vedere ultimate o pubblicate interamente le loro opere più importanti.Il meraviglioso Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni (Saluzzo 1740-Parma 1813) fu stampato dalla vedova Margherita cinque anni dopo la sua morte,nel 1818.Nemmeno G.S.Poli vide l'uscita del terzo volume della sua monumentale opera.Il naturalista e fisico molfettese,docente presso l'Università di Napoli, aveva scritto i noti Elementi di fisica sperimentale, 5 voll., Stella, Venezia, 1793-1794 in un italiano corrente analizzato poi da Francesco De Sanctis (Morra Irpina 1817-Napoli 1883).L'opera ebbe molte ristampe e ampliamenti dalla prima edizione napoletana del 1787. Un'accurata bibliografia sulle opere edite è quella curata da Roberto Mazzola per il Laboratorio dell'ISPF.Va correttamente citata come Contributo alla bibliografia medica napoletana della seconda metà del XVIII secolo.Il Poli ebbe interessi scientifici molteplici e coltivò anche diletti letterari.E fu persino librettista di opere o operine musicali,cantate per Feste di corte e altre amenità dell'epoca,che sembravano dargli ristoro "tra le cose più serie". Seppe avere tempra paziente di scrupoloso collezionista (tra l'altro Storia ragionata di numismatica ecc),fondare musei,essere accademico attivo,viaggiatore appassionato,solerte corrispondente con gli uomini del suo tempo,fedele alla corte borbonica ma un po'appartato e lontano dai suoi vizi e dai suoi eccessi.Da un lato fece un Viaggio Celeste,dall'altro non disdegnò un Viaggio sotterraneo.Fu attratto a un tempo dallo studio della calamita -Saggio su La Calamita e su le sue virtù medicinali,Palermo 1811 (il Poli era anche medico)- e da quello dei fulmini,del tuono e della folgore: Formazione del Tuono,della Folgore ,e di altre Meteore. (III.Opera Edita),Riflessioni intorno gli effetti di alcuni Fulmini. (IV.op.cit.) In Regio Neapolitano Instituto scientiis artibusque provehendis coram praestantissimo HUMBOLDT,aliisque doctissimis advenis viris anno 1824 enuntiata. Ed ecco la ragione del titolo di questo post,con quel sapore antico e,per così dire,da lessico famigliare: poteva il nostro Giuseppe Saverio non provare interesse per i terremoti? No che non poteva,e difatti scrisse Memoria sul Tremuoto, Napoli 1805. Il titolo completo recita: Memoria sul Tremuoto de' 26 luglio del corrente anno 1805. Napoli,"Presso Vincenzo Orsino",1806,8°,pp. XVI+224 [cfr.pag.6 di 7 del doc. linkato,in note (N.d.R.)] Nella Biblioteca Provinciale "P. Albino" di Campobasso,l'opera è catalogata come Monografia molisana. Fonte:DE VITA PRAESTANTISSIMI EQUITIS IOSEPHI XAVERII POLII PLINII NEAPOLITANI... Stephano Delle Chiaie,Neapoli, EX TYPIS IOHANNIS RUSCONI,MDCCCXXVI. Bio-Bibliografia su Giuseppe Saverio Poli. Catalogo di Stefano Delle Chiaie,1826: OPERA EDITA , nn. I.-XII.,pp. XXII-XXIV. OPERA INEDITA , nn.XIII.-XVIII., pp. XXV-XXVI. (proprietà del webmaster) II E là t'è letale? E'... era Aree... E là t'è letale.
(i palindromi di gipo,Milano)
*A sessant'anni giusti dal capolavoro di Luchino Visconti (1948),la terra ha benevolmente tremato.Mi sembra buffamente "corretto",un bell'avvertimento e una composta,un po' inquietante commemorazione. **Nei versetti palindromi, è chiamato zar il terremoto,signore sovrano e autocrate del mondo naturale,cui a volte "improvvisamente" (?) gli uomini sembrano dover soggiacere,per destino o fatalità.Ma l'uomo,con le sue istituzioni e comportamenti,ci mette spesso del suo per rimanerne vittima o riuscire a sopravvivere. ***Siamo veramente alle COMICHE! Perché molti italiani (per fortuna non tutti...) NON sanno più distinguere un bel niente! E per questo sono raggirati da falsi maghi e deprimenti fattucchiere,politici tristanzuoli e ribaldi e trasversali moralisti d'accatto.Leggono tanto poco i Vangeli (Matteo,13,23,sgg.) che non sanno distinguere la graminacea Loglio,storicamente citata, dall'inesistente e obbrobrioso l'oglio! Ma il loglio evangelico è "il simbolo della malvagità e della discordia endemica" (Diz. Devoto-Oli). Difatti le zuffe continue,le lacerazioni intestine,i conflitti meschini e i ricatti incrociati,i tranelli penosi e i bordelli ingiuriosi si moltiplicano a macchia d'olio,a mala pena occultati dalla "società del mutuo incensamento" e dagli APPARATI DI PROPAGANDA acquartierati all'interno delle stazioni televisive,sfacciate fabbriche del consenso.La società verminosa estende le sue malefatte,sembra insinuare il suo marciume in tutti i gangli sociali. Nessun marchingegno politico degno del Machia riesce a prevalere sull'aggiornata e persino malaccorta,degenerata consapevolezza guicciardiniana del proprio particulare.Siate perciò maledetti,per la vostra pochezza e incapacità,e per il vostro malaffare continuo.Siete capaci soltanto di rubare e arraffare,incessantemente,notte e giorno in mille modi diversi.Siete CREATIVI soltanto in questo: nella ruberia continua messa al riparo da ogni forma di DETENZIONE REALE E DI PENA INCISIVA,RIPARATRICE del continuo vulnus arrecato al consesso sociale.Non volete MAI pagare,volete soltanto riprodurvi come tentacolari cellule cancerose.Siate maledetti in eterno,infamia d'Italia, stoltezza d'Europa,vergogna del mondo.Nei secoli nel pattume,Amen. Terrae Motus... Motus Terrae. ITALICA TELLURICA E STORICA LISTA. Vedi,migliorane il contenuto,porta testimonianze... Il 28 dicembre ricorre il CENTENARIO del Terremoto di Messina,ovvero Terremoto dello Stretto,che distrusse Messina e Reggio Calabrta.Il terremoto infatti fu correttamente definito calabro-siculo.
...memorie del terremoto e/o terremoti della memoria... i ristori dell'oblìo e/o l'oblìo dei ristori? tecniche di assorbimento e assorbimento delle tecniche ...il ballo del terremoto,terremoto con ballo,terremoto come ballo:il ballo della fine,l'ultimo ballo. -"Permette questo ballo?"
IL TERREMOTO BUONO DI NATALE.- La terra trema.* Molto rumore per nulla? Ieri pomeriggio la terra ha tremato.E anche ieri sera,senza danni apparenti.Ma cos'è un ter
remoto? "Ci vorrebbe un terremoto!" Quando il terremoto è una metafora.
io.
Memoria sul Vesuvio (XVI.Opera Inedita),1824, contiene le seguenti annotazioni latine del Delle Chiaie che ci confermano in sostanza l'amicizia che legò sino all'ultimo il molfettese allo scienziato berlinese Alexander von Humboldt (1769-1859).Un anno prima di morire,G.S.Poli pronunciò davanti al grande naturalista,geografo,esploratore e "viaggiatore scientifico" ammirato da Darwin -"coram praestantissimo Humboldt" -e ad altri dottissimi convenuti nel Regio Istituto Napoletano -"scientiis artibusque provehendis"- la sua Memoria sul Vesuvio:
















Ultimi commenti